Roma, Ranieri: «Di Francesco ha pagato per tutti. Pastore? Chi non è motivato…»

Roma, Ranieri: «Di Francesco ha pagato per tutti. Pastore? Chi non è motivato…»
© foto Roma 30/03/2017 - Claudio Ranieri premio alla carriera / foto Insidefoto/Image nella foto: Claudio Ranieri

Il neo allenatore della Roma, Claudio Ranieri, è stato presentato in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Empoli

Domani sera la Roma giocherà in casa contro l’Empoli. Sarà la prima partita per Claudio Ranieri, ex allenatore del Fulham e neo tecnico dei giallorossi. Dopo infatti la sconfitta e l’uscita dalla Champions League per opera del Porto, la dirigenza della Roma aveva esonerato il tecnico Di Francesco. E oggi, alla vigilia del match contro il toscani, Ranieri si è presentato in conferenza stampa. Ecco le sue parole: «Il ritorno a Roma è sempre speciale, per noi romani e tifosi soprattutto. L’emozione è massima, come l’ambizione. E’ un momento difficile, ma sono pronto a lottare. Come ho trovato la squadra? Ho fatto un solo vero allenamento, in 12 giocatori, oggi sarà il primo con un po’ più di giocatori. Sono curioso, ma la cosa più importante sono le motivazioni. Capisco il momento negativo, ma la Champions è lì davanti, è molto vicina».

«Le prossime due partite saranno importantissime. I tifosi devono capire che la squadra è in difficoltà. Da solo non ce la faccio, chiedo aiuto ai tifosi. Da tifoso chiedo l’aiuto a me stesso, visto che sono tifoso anche io. Migliorare la fase difensiva? Mi sembra anche che la Roma abbia fatto 49 gol, in difesa bisogna essere propensi a rientrare velocemente. Ho visto a grandi linee, non ho seguito molto perché spesso giocavo in contemporanea con il Fulham. I gol subiti arrivano spesso da transizioni e palle perse, chi perde palla spesso si sente colpevole e non va bene».

«Cosa penso di Florenzi, Zaniolo, Schick e Dzeko? Florenzi è un giocatore universale, può giocare sia dietro che davanti, dipende dalla situazione. L’importante è che si riprenda, capisco il suo momento, deve tirar fuori la romanità giusta. So che il vostro rebus è il ruolo di Zaniolo, quello di Schick e quello di Dzeko. Zaniolo da centrale è nel suo ruolo, deve andare in possesso di palla. Dipende, se ho centralmente 3 come lui, devo vedere chi può giocare aperto, magari sacrifico il 20% di qualcuno di questi per dare il 100% ad un altro. Devo sciogliere questo dubbio con loro».

«Dzeko e Schick per me devono giocare assieme, a Oporto è entrato in campo con rabbia. E’ fortissimo, velocissimo, tecnico. Se si sblocca, i tifosi si innamoreranno di lui. Che idea mi son fatto su Pastore? Non ho visto le sue poche partite giocate quest’anno, ma è un giocatore dalla classe sublime. Voglio gente in grado di fare la differenza, chi corre, chi lotta, chi si aiuta. Mi interessa essere una squadra, chi si impegna ha più probabilità di giocare. Parlo non di Pastore ma in generale, tutti devono dare di più. Se stiamo in questa situazione perché non hanno dato il massimo, il motivo non mi interessa. Ha pagato Eusebio, io li aiuterò, ora devono dimostrarmi le loro qualità».

«Dove mi vedo io dal 1 luglio? Mi vedo adesso con voi e domani in panchina, non vado oltre. A queste condizioni non avrei mai firmato con un altro club, ma se la Roma chiama devo rispondere si. Il mio arrivo alla Roma? Non ricordo cosa mi ha detto Totti. “Cosa fa mister? Dove sta?”. Poi abbiamo continuato a parlare. Mi dispiace tantissimo per Di Francesco, è un professionista e un lavoro. Tutti sbagliamo. Non ho trattato il prezzo, ho perso più ad andare via di quello che guadagno. Sono qui per la maglia».

«Più difficile oggi o nel 2010? Tanti anni fa la squadra era sul viale del tramonto. Li ho motivati il primo anno, meno il secondo. E per questo poi sono andato via, non riuscivo più a motivarli. Adesso non lo so, chiederò il massimo ai giocatori perché sono esigente con me stesso e voglio il massimo da loro. Momento no di Dzeko? E’ normale che i bomber hanno un anno no. Quando facciamo le squadre tutti gli allenatori guardano i gol e la media gol degli attaccanti. Anche Pruzzo e Batistuta hanno avuto i momenti no. Ci sono ancora 12 partite per Dzeko».