Roma – Zeman: colpa di Nessuno (RAP)

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Tutti che rappano… oh, alla fine ‘sta moda del rap, lo dico, ha preso anche me:

“Con passo dinoccolato,
il boemo era arrivato.
Ri-accolto nella Capitale,
quest’anno giallorosso gl’ha detto male.
Dammi il beat fratello,
Zdenek Zeman doveva vincere: era qui per quello.
Non voglio dire che sia stato un fallimento,
però hey, in Europa coi suoi c’arrivava a stento.
I suoi giocatori correvano poco
sembravano ad una seduta di palestra col ciccione dei Club Dogo.
Va bene, con quella squadra non vinci il Mondiale,
però cavolo, non fattela pija a male.
L’ultima strofa la dedico alla società
vi prego, comprate un portiere che questo fa pietà”.

Mi sembrava giusto cominciare questo editoriale tributando una giusta dedica al boemo. Una dedica rap, sì, scritta tra un festino e l’altro con Guè Pequeno al Pepe Nero di Milano: m’è venuta così l’ispirazione. Così, ma anche guardando in tv le partite della Roma.

Preciso: non voglio dire che la Roma negli ultimi tempi abbia giocato male. Dico soltanto che, dovendo scegliere tra un’esame alla prostata fatto alla vecchia maniera ed una serata a base di dvd delle migliori prestazioni difensive giallorosse, preferirei probabilmente la prima, ma ci dovrei pensare bene giusto qualche secondo… Sì ok, ditemi qual è la strada per l’ospedale che ho deciso. In fondo per la salute non c’è inviolabilità che tenga, nemmeno quella delle terga.

A proposito di inviolabilità: sapete che la Roma ha subito finora 42 gol (siamo a inizio febbraio solamente, eh)? 42 sono tanti, mica pochi. Nell’Apocalisse biblica, l’impero “che assomiglia all’Impero Romano” regna sulla Terra per 42 mesi. Non è un caso: 4 più 2 fa 6, 6 alla Roma è il numero di chi? Esatto, di NESSUNO. Nessuno come i difensori che i giallorossi si ritrovano in squadra attualmente, perchè bene o male io non ho mai visto nessuno difendere da quelle parti. Non sono coincidenze queste: ci si potrebbe fare una puntata di Mistero, i Maya avevano previsto la fine del mondo per molto meno.

E’ finita come un po’ tutti ci aspettavamo: la maggior parte a dare la colpa al boemo, qualcun altro a dire che la dirigenza della Roma ha la stessa padronanza di Schettino sulla Costa Concordia.

Alla fine, io penso che la colpa non sia di nessuno: perchè la verità è che non è mai colpa di nessuno quando la colpa è di tutti, e mi spiego meglio. Se vivi in una casa senza riscaldamento, senza acqua, senza fornelli, dove i servizi igienici hanno lo stesso grado di pulizia di Cristiano Malgioglio sull’Isola dei Famosi, quando ti ammali scopri che la colpa è del freddo, ma potrebbe essere anche della sporcizia in cui sguazzi, o magari del fatto che per una vita intera hai mangiato roba cotta davvero male o perfino cruda (e se non sei un giapponese, prima o poi ci rimani). Alla fine la colpa è di tutta una serie di fattori, nessuno dei quali determinanti: ti ammali, muori, ma per nessuna ragione nello specifico, anzi per tutte, quindi appunto… per nessuna. Te sei morto, ma la colpa a cosa puoi darla?

Ecco: la Roma è un po’ una casa senza tetto, senza soffitto e senza cucina, “era una casa molto carina” (cit.), ma caduta a pezzi. La dirigenza pascola beata in un prato di dubbi: un giorno Baldini bruca un po’ di alibi, quello dopo Sabatini un po’ di colpe, e alla fine non ci si capisce niente, come in un film a luce rossi islandese. Nel mentre, l’allenatore non ha ancora ben compreso che gli anni ’80 sono finiti nello stesso giorno in cui si sciolsero per la prima volta in Duran Duran (momento difficile da accettare per tutti) e continua a giocare come se il calcio da allora si fosse evoluto meno del livello di istruzione di Floriana Secondi del Grande Fratello. La squadra è convinta che il calcio sia uno sport dove vince chi raccoglie più volte il pallone in fondo alla rete, la propria.

“Alla fine la colpa non è di nessuno,
come Ulisse disse a qualcuno.
La Roma cambia allenatore,
come Cicciolina nei film chiedeva il cambio di attore.
Non diamo la colpa a nessun dirigente,
sono convinto che non sbaglino apposta, gente.
Non diamo la colpa nemmeno al boemo,
lui gioca con la difesa alta perchè vuole vincere, mica è scemo!
Non diamo la colpa nemmeno ai giocatori,
anche se le prendono come il Gabbibbo vestito di rosso in un’arena di tori.
In tutto questo casino mi è venuta un’idea,
domani giochiamo a tressette, ci serve il morto, vieni Goicoechea?”.