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Sacchi: «Atalanta un esempio. La Juventus sta crescendo»

Redazione CalcioNews24

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Arrigo Sacchi ha analizzato la giornata di campionato appena trascorsa

Arrigo Sacchi, storico ex allenatore italiano, sulle pagine de La Gazzetta dello Sport ha analizzato la giornata di campionato appena trascorsa: dalla super Atalanta, ai passi falsi di Inter Milan, fino alla crescita della Juventus.

ATALANTA – «L’Atalanta è un collettivo fantastico, ha tanto coraggio, sfrutta la collaborazione e le sinergie tra i singoli: offre perciò un calcio bello, divertente e illuminato, sapendo che il miglior antidoto per fermare l’avversario è fare il proprio gioco. Che poi è anche la condizione per vincere e migliorare. L’Atalanta ha segnato e continuato ad attaccare anche se un atteggiamento del genere va contro la storia del nostro calcio. Potrebbe essere un esempio per l’Italia calcistica su come uscire dall’immobilismo, ma purtroppo il nostro è un Paese vecchio, in crisi economica, culturale e morale, con scarsa progettualità, che confida nel singolo e nello straniero per rimediare a una povertà complessiva di idee».

MILAN – «Il Milan sta seguendo la stessa via, ma ha trovato un avversario più avanti come conoscenze tattiche. I rossoneri non si devono demoralizzare, perché sono sulla strada giusta. L’organizzazione e l’entusiasmo hanno permesso alla squadra di Pioli di giocare un calcio coraggioso e bello, e di finire in testa il giro- ne d’andata contro qualsiasi pronostico. Il Milan deve continuare ad avere emozioni senza limiti con cui sta vivendo il calcio totale, ogni singolo allenamento e ogni partita».

JUVENTUS – «La Juventus ha battuto in casa un generoso e coraggioso Bologna e non si è lasciata sfuggire la possibilità di avvicinarsi al Milan e all’Inter. Gli uomini di Pirlo hanno giocato il primo quarto d’ora della partita con un pressing e su andature mai visti prima. I bianconeri stanno crescendo come collettivo, intensità e collaborazione tra i giocatori. L’organizzazione, le chiusure preventive, la coordinazione e il pressing non sono ancora al top, ma Cuadrado, Kulusevski e McKennie hanno comunque apportato qualità, quantità e ritmo. Ora la Juventus non punta prevalentemente sulle doti e sull’esperienza dei singoli giocatori, ma sta cercando di di- ventare un vero e proprio collettivo».

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