Sommer torna a San Siro da avversario: «L’Inter sarà sempre casa, ma voglio vincere con il Brugge»
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Sommer torna a San Siro da avversario: «L’Inter sarà sempre casa, ma voglio vincere con il Brugge»

Il portiere svizzero ha parlato a La Gazzetta dello Sport alla vigilia di Inter-Club Brugge: dal ricordo dei tre anni in nerazzurro al rapporto con Martinez, fino al futuro di Pio Esposito

Yann Sommer si prepara a vivere una notte speciale a San Siro. Il portiere svizzero, oggi al Club Brugge, tornerà nello stadio che fino a pochi mesi fa è stato casa sua, ma questa volta lo farà da avversario dell’Inter in Champions League. Una sfida dal forte valore emotivo per l’ex numero uno nerazzurro, protagonista di tre stagioni intense a Milano, con due scudetti conquistati e un rapporto rimasto molto profondo con ambiente, tifosi ed ex compagni.

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In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Sommer ha raccontato i primi mesi in Belgio, il suo addio all’Inter, i ricordi più belli vissuti a Milano e la nuova sfida con il Bruges. Di seguito le sue parole.

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Sommer racconta il ritorno a San Siro e la nuova vita al Bruges

LA NUOVA VITA IN BELGIO – «Sto bene, sono felice. Abito a Knokke, sul mare. Posso andare in bici in spiaggia e al centro sportivo. Mi godo la nuova vita, diversa da Milano. Qui c’è tranquillità, mi ricorda la Svizzera».

IL PROGETTO BRUGES – «È un progetto diverso rispetto all’Inter, un differente modello di business. Qui danno fiducia ai giovani, che possono crescere in campionato e fare esperienza in Champions. Abbiamo strutture paragonabili a quelle dei grandi club europei. È un ambiente ottimo per i giovani, ma anche per quelli meno giovani come me».

IL FUTURO IN CAMPO – «Mi sento bene e ho ancora una grandissima motivazione. Voglio migliorare, allenarmi, dare tutto. Finché sarà così, continuerò. E poi amo giocare in porta. Perché dovrei pensare di smettere?».

STANKOVIC E TRESOLDI – «Con Stankovic ci siamo solo sfiorati, ma si dice un gran bene di lui. Tresoldi, invece, può diventare un grande attaccante europeo, al 100%. È umile, professionale e ha le qualità per giocare in un grande club».

ITALIANO, TEDESCO E ROMANO – «Ma anche tedesco… Non chiedetemi quale nazionale sceglierà, dipende da lui. A proposito di giocatori tra due nazioni, anche Romano è davvero bravo. Ha un grande talento. L’Italia ha fatto un gran colpo, peccato che non giocherà per la Svizzera».

Sommer e l’addio all’Inter: nessuna delusione per il mancato rinnovo

LA SEPARAZIONE DALL’INTER – «No, assolutamente. Ne abbiamo parlato insieme e sia il club sia io abbiamo deciso che fosse il momento giusto per separarci. È stato tutto perfetto, il rapporto con il club è ancora ottimo. Ho amato la maglia dell’Inter e ho amato San Siro. È stato un capitolo importante della mia carriera».

IL LIVELLO MOSTRATO A MILANO – «Difficile dirlo. Sono felice di quello che abbiamo fatto come squadra e io come portiere. In quei tre anni siamo stati i migliori d’Italia e penso che l’Inter lo sia ancora. Mi piaceva poi il nostro calcio, la costruzione dal basso. All’Inter ci sono tante partite con poco lavoro, però devi prendere comunque decisioni importanti che molti non vedono. Non sono necessariamente grandi parate, ma contano. Io ho sempre cercato di essere costante».

LE CRITICHE DA PORTIERE – «Fa parte del lavoro del portiere. Ci sono abituato, mi è capitato anche adesso al Bruges. Ho la forza per accettarle e andare oltre».

RICORDI E RIMPIANTI – «La notte incredibile e folle contro il Barça. E le due feste sul pullman a Milano, circondati da un amore infinito. Quanto ai rimpianti, cerco di non averne. Perdere una finale di Champions è una delusione enorme, ma non fa più male come allora. Il Psg era molto più riposato di noi. Nulla ci toglierà l’orgoglio».

I CONTATTI CON GLI EX COMPAGNI – «Con Akanji ho giocato tanti anni in nazionale. Ogni tanto sento Calha, Pavard, lo staff dei portieri. L’Inter sarà sempre casa e non sembra di giocare in trasferta».

Sommer difende Martinez e incorona Pio Esposito

IL GIUDIZIO SU MARTINEZ – «Non ha bisogno dei miei consigli. È un ottimo portiere, con potenziale, e poi un bravissimo ragazzo: avevamo un gran bel rapporto a Milano. Ho visto alcune partite e non sono d’accordo con i giudizi: sta facendo bene, ma giocare nell’Inter è difficile, c’è pressione. Sono felice che abbia questa possibilità e sia andato in nazionale: lo meritava, l’Inter ha investito su di lui».

PIO ESPOSITO – «Io adoro Pio Esposito. È umile, un bravissimo ragazzo. Ha tanta potenza, è molto fisico. Rappresenta la nuova generazione dell’Italia. All’Inter ci sono Lautaro e Thuram, due top, ma sono giocatori diversi. Sono convinto che Pio giocherà tante partite. In certe situazioni hai bisogno di uno così».

LA NUOVA INTER – «Sono arrivati giocatori nuovi, di qualità ed esperienza, ma è più o meno la stessa squadra aggressiva, europea. L’Inter ha la qualità per vincere la Champions. Sarà speciale ed emozionante affrontarla, uscire dal tunnel e vedere San Siro spalancarsi: è un’immagine che ho ancora in mente, ma io e i miei compagni cercheremo di rendere la serata difficile».

IL PIANO DEL BRUGES – «Abbiamo grande potenziale, giovani di qualità anche se con meno esperienza. Tanti nazionali e un gruppo forte caratterialmente. In Champions contano i dettagli e per battere una big serve la giornata giusta, ma il Bruges può stupire anche in Europa».

IL MESSAGGIO AI TIFOSI DELL’INTER – «Grazie. Grazie ancora per questi tre anni meravigliosi. Errori, trionfi, notti indimenticabili, ci metto dentro tutto. I tifosi nerazzurri sono speciali. Come è speciale l’Inter. Ma, perdonatemi, adesso difendo il Bruges e voglio vincere a San Siro».

Il ritorno di Sommer a San Siro sarà quindi una serata carica di emozioni, tra passato e presente. L’Inter ritroverà uno dei protagonisti delle ultime stagioni vincenti, mentre il Bruges si affiderà alla sua esperienza per provare a complicare la notte europea dei nerazzurri.

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