Tresoldi tra Italia e Germania, il padre svela: «In ogni caso deluderà qualcuno. Ma andrà rispettato»
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Tresoldi tra Italia e Germania, il padre svela: «In ogni caso deluderà qualcuno. Ma andrà rispettato»

Il papà dell’attaccante del Bruges ha parlato alla Gazzetta dello Sport alla vigilia della sfida contro l’Inter: dal futuro in Nazionale alla passione per il Milan

Nicolò Tresoldi si prepara a vivere una serata speciale a San Siro. Il centravanti del Bruges, classe 2004, è uno dei profili più interessanti del panorama europeo e oggi si trova diviso tra due mondi: l’Italia, Paese in cui è nato, e la Germania, dove è cresciuto calcisticamente fino a imporsi ad alti livelli.

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Alla vigilia della sfida contro l’Inter, suo padre Emanuele Tresoldi, ex terzino con un passato anche in Serie A con l’Atalanta, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport il percorso del figlio, il rapporto con la Nazionale e una passione mai nascosta: quella per il Milan.

Tresoldi, il racconto del padre Emanuele

L’EMOZIONE DI SAN SIRO – «Emozione e orgoglio. Nicolò piano piano sta raccogliendo i frutti del suo lavoro: ha faticato ad affermarsi perché non aveva il talento di un fuoriclasse o il fisico di un corazziere. Eppure, eccolo qua. Un padre non potrebbe desiderare di meglio».

IL CONFRONTO PADRE-FIGLIO – «Non c’è dubbio. Io sono più bravo a sciare (ride, nda). Ma solo perché lui per contratto non può…».

LA CRESCITA IN GERMANIA – «È successo tutto per caso. Noi abbiamo girato molto per il mestiere di mia moglie, che si occupa di aviazione civile. A un certo punto sembrava che ci dovessimo trasferire a Liverpool. Invece ci toccò la sede di Hannover, dove Nicolò ha dimostrato di poter fare il calciatore».

L’ESPERIENZA AL BRUGES – «Molto bene. È stato un bel salto dalla B tedesca ma gli è servito per crescere come uomo. La madre abita con lui, lo aiuta nelle incombenze domestiche: essere soli lontano da casa non è semplice».

I MARGINI DI CRESCITA – «Essendo un attaccante completo senza specifiche virtù, deve crescere in tutto. Lo farà».

Tresoldi tra Italia e Germania: la scelta della Nazionale

LA DECISIONE SULLA NAZIONALE – «Ne abbiamo parlato tanto ma sarà Nicolò a decidere cosa sia meglio per lui. Di sicuro sceglierà con il cuore, non per l’opportunità tecnica».

IL CICLO CON LA GERMANIA UNDER 21 – «Perché ha dovuto gestire una situazione più grande di lui. Ha promesso al ct tedesco dell’Under 21 che avrebbe completato il ciclo: può battere i record realizzativi di categoria, visto che gli mancano 2 gol. Dopo l’Europeo si vedrà: speriamo intanto che si confermi ad alti livelli».

LE PRESSIONI DI KLOPP – «Si è fatto sentire, come era normale che fosse».

IL LEGAME CON L’ITALIA E LA GERMANIA – «Dispiaciuto è una parola grossa. Certo, io sono italiano e lo è anche Nicolò, per nascita e famiglia. Ma esistono legami di riconoscenza che è impossibile ignorare. Lui è cresciuto là, parla quattro lingue, è un cittadino del mondo. In ogni caso deluderà qualcuno. Ma andrà rispettato».

Tresoldi e il sogno Milan

IL FUTURO IN SERIE A – «Magari sì. Il suo sogno è indossare la maglia del Milan».

LA POSSIBILITÀ INTER – «Non sono affatto sicuro che accetterebbe. L’animo del tifoso potrebbe prevalere».

Il futuro di Nicolò Tresoldi resta dunque aperto, tra il percorso con il Bruges, la scelta della Nazionale e il sogno di giocare un giorno con la maglia del Milan. Intanto, San Siro rappresenta una tappa simbolica: la prima volta in uno stadio che potrebbe tornare a incrociare la sua carriera.

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