Verratti, addio PSG: le grandi d’Europa sul regista

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Dopo la mancata vittoria della Ligue 1 e i dissidi interni al Paris Saint-Germain, Marco Verratti è pronto a cambiare squadra e… paese

La quinta è stata forse quella di troppo. Di sicuro quella della delusione, conclusa senza vittoria del campionato e con un’umiliante figuraccia europea. Così Marco Verratti vuole chiudere l’esperienza parigina, dopo cinque stagioni che gli hanno permesso di farsi un nome nel calcio internazionale. Il finale però rischia di essere tempestoso. L’italiano infatti è pronto a tutto pur di far bagagli. E il Psg è pronto a tutto per disfarglieli. Nonostante ci sia già un’offerta concreta da 100 milioni di euro del Barcellona, che il procuratore Donato Di Campli stamattina presenterà al neo ds parigino Antero Henrique a Milano. Secondo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport”, Verratti vorrebbe ripartire dalla Catalogna, dal Bayern con Ancelotti o da Conte al Chelsea. A costo di boicottare gli allenamenti.

L’AFFARE – Il Barcellona quindi è pronto a spendere 100 milioni. A Verratti, che nel giro della Nazionale all’inizio lasciava intendere di voler ottenere solo un sostanzioso aumento dal Psg, ne andrebbero 10 a stagione. Bonus esclusi, 4 in più di quanto guadagna a Parigi. Annusando l’aria di tempesta, anche il Chelsea si è fatto avanti; al Bayern, Verratti ha un estimatore in Ancelotti, che lo ha lanciato al Psg, ma il rinnovo di Thiago Alcantara e l’interesse per Tolisso ridimensionano la prospettiva. L’asta però rischia di non iniziare. Il Psg è inamovibile anche per cifre superiori a 150 milioni. Soprattutto se proposti da club che in passato hanno sbattuto la porta in faccia all’emiro del Qatar, quando in ballo c’era per esempio Neymar. Anzi, a Parigi pensano di poter far cambiare idea a Verratti, prelevato 5 anni fa dal Pescara in B per 10 milioni, affidandogli la leadership di una rinascita garantita dai 220 milioni per il mercato. Di Campli oggi a Milano tenterà di far ragionare Henrique, considerando che non si può trattenere un atleta contro la sua volontà. E pronto tra l’altro alla guerra, anche boicottando gli allenamenti fin dalla ripresa, fissata per il 4 luglio.