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Ronaldo: «Lukaku sposta gli alberi, CR7 è un giocatore diverso»

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Le parole di Ronaldo in previsione di Inter-Juventus in programma domani sera alle 20:45 a San Siro. La sua intervista a Gazzetta

In previsione di Inter-Juventus, Ronaldo ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha espresso i propri pensieri sulle due squadre. Queste le sue parole.

PARTITA DECISIVA – «No, vale solo per l’autostima, per capire quanto si è pronti a lottare a quel livello. Se invece intende che lo scudetto se lo giocheranno loro due ci sta, ma il Milan non ce lo mettiamo?».

LUKAKU – «Come chili, Lukaku di sicuro: sposta anche gli alberi… Molto diversi, un punto in comune: quando hai un giocatore così, fai fatica a non appoggiarti a lui. Soprattutto a uno come Lukaku: ma se fa quasi un gol a partita è un bell’appoggiarsi, basta non aspettarsi che faccia i ricami con il pallone».

CR7 – «Non lo so, ma di sicuro ci proverà. E’ un giocatore diverso rispetto a quando lo vedevo nel Real Madrid, ha imparato a gestirsi e però – visto contro il Sassuolo? – una cosa mi pare identica a prima: può stare nell’ombra per quasi tutta la partita e poi decidere in un minuto di fare male».

DE LIGT – «Se è in giornata, inizia a martellarti e non ti molla più. E diciamo che ho un sospetto: con De Ligt vicino, rende di più anche Bonucci. Ma la vera assenza pesante per la Juve è un’altra».

DYBALA – «Eh, gli avevo rivisto la gamba giusta, la voglia di inventare. E quel colpo di tacco per Chiesa, contro il Milan, mi sembrava un segnale. Peccato: se c’è Dybala è più facile vedere bel calcio».

LAUTARO MARTINEZ – «Mi piace perché non ha paura di niente, perché quando gioca è cattivo: ti distrai un attimo e non ti perdona. Perché ha facilità di calcio, e non ce l’hanno in tanti. Perché sente il gol: un attaccante puro, con gli occhi da attaccante».

ERIKSEN – «Magari anche lui poteva dare qualcosa in più. E magari potrà dare di più davanti alla difesa: non mi sembra una brutta idea provarlo lì. Però, vale il discorso fatto per Pirlo: se ci credono davvero sia l’allenatore che il giocatore, non bisogna avere troppa fretta prima di dire se va bene o no». 

PIRLO – «Io l’ho visto in campo, e da vicino. Intelligenza calcistica superiore, e non cambi solo perché passi dall’altra parte: lui non proporrà mai un gioco banale, è la squadra che deve andargli dietro. Non so chi l’abbia chiamato per primo così, ma un maestro per mestiere insegna quello che sa: gli servirà un po’ di tempo, ma se la Juve ha puntato su Andrea credo glielo darà. Intanto gli ha dato una squadra da scudetto: è così da dieci anni e le cose non si stravolgono da un giorno all’altro».

CONTE – «Per come lavora Conte, il fatto di no giocare in Europa sarà un
vantaggio. Non c’è un giocatore o un allenatore che sia contento di non farla, ma la Champions ti succhia energie, soprattutto nervose: a marzo-aprile non mi meraviglierò se l’Inter farà qualche punto in più di chi avrà il doppio impegno».

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