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Roma Juve, parla il doppio ex Fonseca: «Spalletti risente dell’assenza di Vlahovic. Yildiz non si discute. Uomo chiave di Gasperini? Sarebbe facile dire Malen, punto su Wesley»
Roma Juve, parla il doppio ex Daniele Fonseca: «Spalletti risente dell’assenza di Vlahovic. Uomo chiave di Gasperini…»
Daniel Fonseca, doppio ex della sfida, ha vissuto anni bellissimi alla Roma e ha vinto uno scudetto e una Supercoppa con la Juventus. In vista del big match dell’Olimpico, l’ex attaccante uruguaiano analizza il momento delle due squadre e ripercorre alcuni aneddoti indimenticabili della sua carriera. Le parole alla Gazzetta:
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IL PROBLEMA DEL NOVE «Spalletti risente dell’assenza di Vlahovic, ma David non può aver disimparato come si segna: parliamo di un attaccante che al Lilla segnava 25 gol a stagione».
IL POST-GALATASARAY «I bianconeri si giocano tanto, in caso di sconfitta la corsa Champions si farebbe davvero difficile: 7 punti dalla Roma diventerebbero tanti. Un po’ di stanchezza è inevitabile dopo la Champions. Ma all’Olimpico è impossibile rilassarsi e la Juventus vorrà regalarsi un bel risultato per svoltare».
IL MOMENTO DI YILDIZ «Yildiz non si discute. L’ho detto e lo ripeto: a me ricorda un po’ Francescoli. Enzo è un fratello ed è stato il calcio, era anche l’idolo di Zidane. Magari Yildiz torna al gol contro la Roma, queste serate sono quelle che esaltano i campioni. Il paragone con Del Piero è pesante, però mi sembra che il turco stia indossando la maglia numero dieci con responsabilità e leggerezza. Il futuro è il suo».
FRANCESCOLI E ZIDANE «Siamo stati insieme a Cagliari e nell’Uruguay, è più che un amico. Zidane stravedeva per Enzo e così una volta, ai tempi della Juventus, organizzai una cena a Torino tutti insieme. Zizou era contento come un bambino».
LA SUA BESTIA NERA IN PORTA «Buffon. A Parma era giovane, ma già strepitoso».
L’UOMO CHIAVE DI GASPERINI «Sarebbe facile dire Malen. Io punto su Wesley. Non mi sorprende il suo impatto perché l’ho visto tante volte in Brasile quando giocava nel Flamengo. È un top player e con le sue sgasate può bruciare la Juventus. Spalletti dovrà trovare un modo per limitarlo».
CELIK ALLA JUVENTUS «Se è titolare nella Roma, sicuramente potrebbe dare una mano anche alla Juventus».
SPALLETTI VA RINNOVATO «Sì. La Juventus ha cambiato troppo negli ultimi anni e sono d’accordo sul fatto che abbia bisogno di stabilità. Spalletti ha dato un’identità chiara alla squadra e nell’ultimo periodo è stato anche sfortunato: alcune espulsioni mi sono sembrate esagerate. E poi c’è un altro aspetto…».
IL FATTORE TOSCANO «L’allenatore toscano porta bene alla Juventus: penso al mitico Lippi, il migliore di tutti. E anche ad Allegri».
IL COMO E LA CORSA CHAMPIONS «Favorito no, però il Como è lanciato. Fabregas si sta dimostrando un allenatore di livello e il ds Ludi è uno che capisce di calcio: lo conosco dai tempi del Novara. Sono sempre affezionato a Como: in campo non andò benissimo, ma ho ancora casa vicino allo stadio».
IL COMPAGNO PIÙ DIVERTENTE «Ferrara non ha rivali. Tra Napoli e Juventus, Ciro ha organizzato scherzi a tutti. Non a me però: io ero il suo complice».
GLI ANNI ROMANI «Cappioli era il numero uno e i suoi racconti di inizio settimana leggendari. Mazzone aveva un debole per lui, ma quando si arrabbiava… “Cappioli, svegliati: non pensare sempre alle donne”. Carletto è stato un papà. Come Ranieri, che mi volle a Napoli. Bellissima esperienza: dopo i cinque gol al Valencia in Coppa, andai a comprarmi un paio di mocassini sottovalutando l’amore della città. In dieci minuti si radunarono trecento ragazzi fuori dal negozio, per farmi uscire servirono due pattuglie della polizia».
PIU’ FACILE GIOCARE O LA VITA DA AGENTE «Fare gol, tutta la vita. L’agente deve trovare i giocatori bravi, quelli che facilitano gli affari. Penso a Caceres al Barcellona e alla Juventus, Muslera alla Lazio e al Galatasaray. E ovviamente De Arrascaeta al Flamengo. Il colpo più tosto? Lotito mi ha fatto sudare come un difensore per portare Muslera a Istanbul».
LA PAURA PER LA MALATTIA «Non ho avuto paura di morire, però me la sono vista brutta. Un intervento di venti minuti si è trasformato in un’operazione di due ore. Adesso sono già in forma: mi alleno tutte le mattine e ho perso 15 chili».