Hanno Detto
Rummenigge ammette: «Non mi aspettavo che l’Atalanta sarebbe stata l’unica italiana agli ottavi, ecco come vedo la sfida col Bayern Monaco»
L’ex attaccante di Inter e Bayern Monaco, Karl-Heinz Rummenigge, ha voluto dire la sua in vista della sfida tra i bavaresi e l’Atalanta
Karl-Heinz Rummenigge e l’Italia, un legame indissolubile che si rinnova in vista dell’incrocio di Champions League, Atalanta-Bayern. Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’ex due volte Pallone d’Oro e storico dirigente bavarese analizza il momento delle italiane, esalta il miracolo bergamasco e mette in guardia i suoi dai pericoli dell’Europa.
IL RICORDO DI BERGAMO E LA SFIDA ALLA DEA – «L’Atalanta? Me la ricordo anche da giocatore con l’Inter. Soprattutto quella bambola che ci diedero in casa nostra, nell’86. Vincevano 3-0 poi ho fatto un gol alla fine, su rigore. Ogni tanto li tiravo anch’io, Liam Brady mi aveva dato la palla per dire “fai tu almeno un gol”. Già ai miei tempi non era una partita facile, soprattutto in casa loro. Stadio caldo, tifosi che spingono la squadra. Noi dobbiamo provare di fare un risultato utile a Bergamo e nel ritorno tentare di passare ai quarti. Ma non è scontato. Di Bergamo purtroppo ricordo anche le immagini del Covid, con i camion che portavano i morti. Quando vedevamo le scene al telegiornale mi venivano le lacrime agli occhi».
SI ASPETTAVA LA DEA COME UNICA ITALIANA AGLI OTTAVI – «No, non me l’aspettavo. Non bisogna sottovalutare nessuno quest’anno, le cosiddette piccole stanno facendo bene. Nessuno pensava che il Bodo Glimt potesse buttare fuori l’Inter, avevano vinto all’andata ma tutti credevano che al ritorno si potesse cambiare il risultato. E invece hanno addirittura vinto a San Siro. Chi è agli ottavi non va sottovalutato».
L’INTER HA SOTTOVALUTATO IL BODO – «Non lo so, ho visto la partita, ho letto del terreno in Astroturf, è una cosa strana giocare su quella superficie e non sull’erba, ma è successo qualcosa di inspiegabile. L’Inter come squadra e qualità doveva qualificarsi, in tutti i settori è meglio del Bodo, ed è stata una sensazione il passaggio del turno dei norvegesi. Anche nelle Ligue Phase avevano battuto City e Atletico Madrid, le piccole meritano rispetto».
TUTTO SUL CAMPIONATO – «Non credo che l’Inter abbia pensato solo al campionato, anche se era molto avanti. Se tu senti Bodo, norvegesi, pensi che sicuramente li batti, sembrava un sorteggio facile ma è diventato molto complicato. Se l’Inter avesse giocato contro il Real Madrid sarebbe stato molto più facile, perché sai che incontri una grande squadra, per cui ti devi concentrare, il rispetto viene automaticamente, invece con il Bodo non viene nulla automaticamente».
L’ATALANTA – «È una piccola che va rispettata, negli anni passati ha vinto nettamente quella finale con il Leverkusen, meritata in tutti i sensi. E poi quello che si è visto contro il Borussia: all’andata poteva perdere anche di più, ma al ritorno nessuno in Germania pensava che il Dortmund potesse uscire. In questa fase della Champions, dagli ottavi in poi, per andare avanti servono umiltà, rispetto, concentrazione e mai sottovalutare l’avversario. Il Bayern vuole andare avanti, stiamo disputando una stagione molto buona, siamo in corsa per tutti gli obiettivi».
COSA GLI PIACE – «Ripeto, non è da sottovalutare, ma mi piace anche l’organico della società, ho conosciuto la famiglia Percassi, mi è piaciuto come loro vedono il calcio, come lo gestiscono in modo tranquillo, non si fanno mettere sotto pressione e poi hanno scelto bene, hanno avuto la fortuna di pescare Gasperini, che ha grandi meriti nei successi dell’Atalanta. Vincere l’Europa League non è qualcosa di normale e non parlo solo di risultati ma anche della qualità di calcio: un capolavoro. Ma mi sembra che anche il suo successore, Palladino, stia facendo veramente bene. Nel calcio oggi hai bisogno della qualità della squadra, ma hai bisogno di un mister di grande qualità anche umana».
IL BAYERN FAVORITO – «Il Dortmund pensava che un 2-0 fosse un risultato eccezionale, invece già all’intervallo era stato uguagliato. L’importante è non fare l’errore che tanti altri grandi club hanno fatto in Champions, tutti erano favoriti e poi hanno perso, tipo il City con il Bodo o il Borussia».
IL BAYERN – «La squadra ha qualità, l’attacco è tra i migliori in Europa. Olise, Kane, Luis Diaz, anche Musiala è tornato. Speriamo di continuare con questo rendimento, ogni partita segniamo tre quattro gol, si va verso il record di Bundesliga. Vincent Kompany poi è un allenatore molto bravo. È stato un colpo di fortuna averlo qui, è bravo come tecnico e come persona. Al giorno d’oggi i giocatori chiedono un mister umano, che non li critichi quando giocano male, che parli con loro. Il lavoro di un allenatore è totalmente diverso rispetto a quando giocavo. Allora pensava ad allenamento e tattica, poi era dipendente dalla squadra. Adesso deve fare molto di più, conta il rapporto umano, è diverso».