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Inter campione d’Italia, i cinque volti dello scudetto nerazzurro: Chivu guida l’impresa
Inter campione d’Italia, col Parma arriva il 21° titolo alla squadra nerazzurra con tre giornate d’anticipo: dalla rinascita con Chivu ai leader del gruppo
L’Inter è ufficialmente campione d’Italia per la 21ª volta nella sua storia. Il successo per 2-0 contro il Parma a San Siro ha consegnato ai nerazzurri uno scudetto cercato, costruito e conquistato con tre giornate d’anticipo. Un traguardo dal valore enorme per la squadra di Cristian Chivu, allenatore romeno alla prima stagione completa sulla panchina interista, capace di riportare entusiasmo e fiducia dopo la delusione della finale di Champions League persa nella scorsa annata e un’annata chiusa senza trofei. La festa è iniziata subito nello stadio, poi è proseguita in Piazza Duomo, dove i tifosi hanno accolto la squadra nella notte. La stagione, però, non è ancora finita: il 13 maggio, all’Olimpico di Roma, l’Inter sfiderà la Lazio nella finale di Coppa Italia, con l’obiettivo di completare un’annata da ricordare.
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Inter campione d’Italia, Chivu ha ricostruito testa e gioco
Il primo volto dello scudetto non può che essere Cristian Chivu. Il tecnico ha preso in mano una squadra ferita, reduce dall’addio di Simone Inzaghi e da una stagione psicologicamente complessa, restituendole autostima, identità e piacere nel giocare. Nei primi mesi ha lavorato soprattutto sulla testa del gruppo, poi ha saputo diventare parafulmine nei momenti più difficili, assumendosi responsabilità e proteggendo la squadra quando i risultati negli scontri diretti tardavano ad arrivare. Chivu ha introdotto principi più moderni, ha alzato il baricentro con l’inserimento di Akanji al centro della difesa, ha creduto subito in Pio Esposito, giovane attaccante lanciato con coraggio, e ha gestito con attenzione le energie di Federico Dimarco. Diretto, sincero e senza alibi nella comunicazione, ha trasformato l’Inter in una squadra feroce, compatta e mentalmente pronta a vincere.
Inter campione d’Italia, Lautaro leader e capocannoniere
Il secondo volto è quello di Lautaro Martinez, attaccante argentino e capitano nerazzurro. Dopo lo sfogo seguito all’eliminazione dal Mondiale per Club, che sembrava poter aprire una frattura nello spogliatoio, il numero 10 ha trasformato quel momento in una scintilla. In campo ha saputo alternare il ruolo di centravanti puro a quello di attaccante capace di legare il gioco, dialogando con Marcus Thuram e integrandosi alla perfezione con i nuovi arrivati Pio Esposito e Ange-Yoan Bonny. Nonostante alcuni infortuni, Lautaro è stato il capocannoniere della Serie A 2025/26 con 16 gol e 5 assist in 27 presenze. Numeri da leader tecnico e simbolico, decisivi nella corsa al titolo.
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Inter campione d’Italia, Dimarco e Calhanoglu decisivi
Tra i grandi protagonisti c’è anche Federico Dimarco, esterno sinistro italiano e simbolo del cuore interista. La sua stagione è stata straordinaria: 18 assist, 6 gol e una continuità impressionante sulla corsia mancina (recordman di assist in Serie A). Con Chivu ha trovato spazio, fiducia e responsabilità, diventando uno dei capitani aggiunti del gruppo. La sua spinta ha dato ampiezza, qualità e imprevedibilità al gioco nerazzurro.
Fondamentale anche Hakan Calhanoglu, centrocampista turco e regista dell’Inter. Pur frenato da alcuni problemi fisici, ha raccolto 9 gol e 4 assist in 22 presenze, confermandosi uno dei migliori centrocampisti del campionato. Con lui in cabina di regia la manovra nerazzurra ha cambiato ritmo: palla più veloce, squadra più ordinata, compagni più sicuri. Pesantissime le sue reti contro Juventus, Napoli, Roma e Como in Coppa Italia.
Inter campione d’Italia, Zielinski il tocco di classe
Il quinto volto dello scudetto è Piotr Zielinski, centrocampista polacco rinato sotto la guida di Chivu. Utilizzato da mezzala sinistra e anche da regista basso in assenza di Calhanoglu, ha garantito qualità, eleganza e intelligenza tattica. Il suo piede vellutato ha aggiunto fantasia al centrocampo, mentre i suoi gol di grande bellezza hanno riportato nell’Inter una dimensione tecnica rara. Con Zielinski, i nerazzurri hanno trovato un interprete capace di cambiare ritmo e dare imprevedibilità alla manovra. Anche per questo, il 21° scudetto porta la firma di un gruppo completo, maturo e profondamente rinnovato.