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2016

Hellas Verona, Luca Toni: «Pazzini è un valore aggiunto»

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Capocannoniere in Serie B con cinque gol. Giampaolo Pazzini sta trascinando il Verona. Luca Toni parla di lui come amico e da dirigente dell’Hellas

Luca Toni, al Verona, ha abbandonato il pallone e il campo da gioco per ritagliarsi una posizione da dirigente. In queste vesti continua a seguire la squadra e l’amico, compagno di tante avventure in squadre diverse, Giampaolo Pazzini. L’ex blucerchiato, attualmente capocannoniere con cinque reti, sta vivendo una seconda giovinezza e sta letteralmente trascinando l’Hellas in campionato.

RETROCESSIONE IN SERIE B – Il “Pazzo” poteva essere un lusso per la Serie B, lo avevano detto tutti, ma per ora è quello che ha segnato di più. Luca Toni, sulla Gazzetta dello Sport, parla da amico ma anche da dirigente del Verona: «Pazzini? Non sono mai state in discussione le sue qualità. Bisognava convincerlo che il Verona in B è di passaggio. S’è preso una bella responsabilità, con coraggio: siamo sulla buona strada. Ha entusiasmo. E sta molto bene, non come l’anno scorso. Si è sbloccato subito, gli è tornata la voglia di segnare. Entra di più nel vivo del gioco, prima era abituato ad aspettare. Ha capito che il gol è solo la ciliegina: deve trascinare ed aiutare e può solo migliorare». C’era stata la possibilità che lasciasse il Verona dopo la retrocessione: «Qualche chiacchiera c’era stata, anche dall’estero. Ma gli dicevo che erano squadre che non facevano per lui».

TANTI RICORDI INSIEME – Il rapporto Toni – Pazzini va avanti da quella magnifica stagione a Firenze: 29 partite in campo insieme, 59 gol in tutto: «Sì ma 47 io e 12 lui. Lui è più giovane, giocava meno e si alternava con Bojinov. Quando sono partito ha avuto più spazio: poi è esploso alla Samp». Poi la parentesi insieme di nuovo a Verona: «Ricordi belli ne abbiamo pochi, vista la retrocessione. Lui ha la fortuna di potersi rifare. Quando segna noto in lui l’entusiasmo giusto: spero di rivederlo nel Verona in Serie A. Ogni difensore, in Serie B, lo vuole fermare. Ma sono sfide che lo devono caricare. E’ capocannoniere, vuole migliorare: un atteggiamento giusto. Tutti rigori? Però bisogna segnarli: c’è chi ha perso un Mondiale ai rigori. Lui segna perché sta bene. Visto col Brescia? Il primo gol è stato da centravanti vero. Se fa 30 gol e non andiamo in A, sarebbe un disastro! Se invece vinciamo il campionato con lui capocannoniere, beh, mi deve offrire una settimana di vacanza».

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