Percassi si racconta: «L’Atalanta, la mia bellissima fidanzata»

© foto www.imagephotoagency.it

Il presidente: «Reja? Sta facendo un grande lavoro»

Una domenica senza Atalanta, diversa da tutte le altre. «Vuol dire che non soffrirò. Per me è la giornata più dura della settimana. Prepartita difficili? Sì, e con tutta una serie di piccoli riti, tra cui una corsettina di un’ora e mezza. Scarico la tensione, ma allo stesso tempo penso a che partita sarà. Siccome in campo non vado io…». A parlare è Antonio Percassi, presidente della Dea, intervistato dai microfoni del Corriere Bergamo

UN EX – «Sono stato un calciatore – prosegue Percassi -. So che cosa vuol dire. È una questione di carattere. Essere un giocatore da Atalanta vuol dire tanto, si vuol dare tutto se stesso. Certo, quando si sbagliano delle partite a livello di concentrazione e di grinta, allora quella è la mia rabbia. Come tre domeniche fa, quando abbiamo preso gol al 96’. È stato un pareggio scioccante, e anche se dipende dalla prospettiva del risultato, questo è il bello del calcio». 

LA MIA FIDANZATA– Un amore, quello per l’Atalanta, eterno: «Premesso che chi la gestisce è mio figlio Luca, devo ammettere che anche quando sto lavorando, il pensiero e il cuore sono sempre lì. Come per una bellissima fidanzata. Quest’anno stiamo vedendo un grande spettacolo ed è quello a cui aspiriamo. Siamo contenti della classifica e del gioco a tutto beneficio di un pubblico che vogliamo sempre più numeroso. La classifica ti condiziona, occorre restare alla larga il più possibile dalla terzultima. La serenità viene da lì». 

ATTEGGIAMENTO – Con Edy Reja in panchina, la squadra nerazzurra sembra totalmente cambiata: «Cosa mi piace? Il temperamento, la concentrazione, l’approccio. E’ questa la squadra che voglio. Qualcosa in più della salvezza? Io penso solo a quella, perché so che cosa vuol dire ed è sempre più difficile raggiungerla. Una retrocessione sarebbe un dramma sotto tutti i punti di vista. Poi pensare ad altro porta sfiga… Nell’Atalanta del futuro ci sarà molto di quella di oggi. Penso agli investimenti fatti su Zingonia, sullo stadio, sul settore giovanile. Sui giovani puntano un po’ tutte le società. Costanzi sta facendo un grande lavoro. Per i risultati “corali”forse occorrerà aspettare qualche anno, anche se nell’under 21 dell’altro ieri c’erano 4 atalantini». 

SFRACELLI – Un ex canterano di Zingonia, intanto, sta facendo sfracelli a Torino: «Sono contentissimo per Baselli, vuol dire che non vendiamo fregature alle altre squadre. Con i nuovi arrivi a centrocampo siamo più forti. Un rimpianto? C’è stato un tentativo su Belotti, ma era fuori quota. In ogni caso Sartori sta facendo un lavoro straordinario». 

IL MISTER – «Reja – spiega il numero uno nerazzurro – è molto intelligente, sa di calcio e di persone. Sta facendo, con tutto lo staff, un ottimo lavoro. Il campionato è appena cominciato. È prematuro parlarne, vediamo. Colantuono? Ha vinto contro la Juve alla prima giornata e gli abbiamo fatto i complimenti. Il risultato finale sa portarlo a casa. A lui, come a Pierpaolo Marino, va il nostro grazie di cuore e un in bocca al lupo». 

MARINO – A proposito di ex, è il turno di Pierpaolo Marino: «E’ mancata la “condivisione” dei ruoli. Grande personaggio che ha pensato fosse meglio “staccare”. Ci sentiamo con lui, come con Favini. Chi ha fatto bene all’Atalanta resta sempre uno dei nostri. Come scelgo le persone? Secondo criteri semplici: voglia di lavorare, amore per l’Atalanta e rispetto delle regole: diamo responsabilità assoluta ma i risultati devono arrivare». 

STADIO – Questione stadio: «Per ora siamo interessati solo allo stadio, aspettiamo il bando. Voglio fare una struttura molto bella. Budget? Dai 25 ai 30 milioni, acquisto e restyling. Abbiamo fatto il primo passo quest’estate e non pensavamo potesse uscire così bello. Adesso stiamo valutando i prossimi step, alle due curve che saranno molto “vicine” al campo, senza barriere. Non dobbiamo inventare nulla. Chi va in tribuna ora si trova in un salotto. Siamo abituati a fare le cose belle, mi capita spesso di mettere mano nel cantiere, su aspetti che possono essere migliorati. Si sono presentate problematiche che abbiamo dovuto risolvere in modo veloce. Siamo orgogliosi della pitch view, un concetto che anche altre squadre vogliono “copiare”».

FESTA DELLA DEA – «È appunto una festa con 60 mila tifosi – prosegue Percassi – e io parlo con tutti loro, indistintamente. Ci vado e ci andrò ancora. Siamo tra-spa- ren-tis-si-mi, in questo senso. Anche le istituzioni ci dicono che questa è la strada giusta. Scommesse? Siamo parte lesa, aspettiamo il finale della vicenda. Doni? Ogni rapporto è finito a suo tempo. Masiello? In tre anni di squalifica, penso che il giocatore, di percorsi ne abbia fatti parecchi».