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Azzurri

Bertolini: «Il movimento femminile deve contaminare quello maschile»

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Il Commissario tecnico della Nazionale Femminile Milena Bertolini è stata ospite della trasmissione Radio anch’io sport. Ecco le sue parole

Il Commissario tecnico della Nazionale Femminile Milena Bertolini è stata ospite della trasmissione Radio anch’io sport. Ecco le sue parole

EUROPEI – «La qualificazione è sembrata facile nell’ultima partita però avevamo un girone difficile ed essere riusciti a qualificarci senza passare dai playoff è stata una cosa importante. Non siamo i favoriti, gli Europei sono una competizione di assoluto di livello. Sette delle prime otto squadre al Mondiale erano europee».

CRESCITA – «Dal Mondiale ad oggi abbiamo fatto passi in avanti e grazie alle scelte Federazione e agli investimenti delle società professionistiche si sta continuando ad andare avanti. C’è un cambiamento culturale, una donna che gioca a calcio sta diventando normale».

FUTURO – «Il presidente Gravina ha presentato un progetto sul calcio femminile e io mi aspetto investimenti economici per aumentare la base, il livello di competitività dei campionati e l’esposizione mediatica. Credo che sia fondamentale eliminare paletti invisibili, soprattutto nei piccoli paesi, quando una bambina vuole giocare a calcio ma non ci sono squadre femminili. Serve un accordo con la LND per creare le squadre miste. Avremmo dei benefici anche in termini di società civile».

ARBITRO DONNA IN SERIE A – «Perchè no? La Frappart ha arbitrato in Supercoppa e in Champions League, facendo benissimo. Gli stessi giocatori hanno avuto un approccio diverso, più disteso e meno aggressivo. A volte si pensa che un arbitro donna non possa stare in campo con i maschi per una questione di fisicità ma non è vero».

GRANDI STADI – «Giocare a San Siro, all’Olimpico, allo Juventus Stadium sarà un passaggio naturale per la crescita di questo movimento».

POCHE DONNE – «Ci sono molte colleghe brave e competenti che avrebbero la qualità per allenare in Serie A. Servono più allenatrici e più dirigenti donne. Il rischio è che si porti lo sguardo maschile all’interno del mondo del calcio femminile. E’ importante che sia il movimento femminile a contaminare quello maschile».