Cagliari, Cellino: «Siamo gli zingari d’Italia»

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CAGLIARI CELLINO – Massimo Cellino ha rilasciato alcune dichiarazioni interessanti per l’edizione dei colleghi della Gazzetta dello Sport, lamentandosi per la situazione che sta vivendo il Cagliari, costretto da diversi mesi a giocare a Trieste. Questo lo sfogo di Cellino: «Chiunque arriva al Nereo Rocco ci fischia e insulta. Offendono i Quattro mori eppure giochiamo in casa. E non si tratta di un gruppetto di ultrà. La verità? Forse siamo diventati un peso ovunque. Siamo gli zingari d’Italia. Viviamo una situazione assurda e insostenibile. A Trieste non torniamo: ho i giocatori sul piede di guerra. Se non giochiamo al Sant’Elia per il Catania il 19 ottobre, piuttosto andiamo a Livorno.»

SANT’ELIA FERMO – Cellino ha parlato della situazione relativa allo stadio Sant’Elia, la cui apertura era prevista per la sfida tra Cagliari e Inter, ma che potrebbe slittare ancora: «È tutto o quasi fermo. Dopo tanti buoni propositi e tanta gente in fila che giurava di avere a cuore il futuro della squadra e della tifoseria, si va al rallenty. E qualsiasi cosa accada, per coprire magagne e lentezze, diranno che la colpa è mia, perché sono arrogante e non ho pazienza. Intanto, prendono in giro i cittadini. Il rapporto con il Comune? Sono fiducioso ma c’è chi vuole metterci i bastoni tra le ruote. Se non sono simpatico, attacchino me. Ma la squadra e i tifosi hanno il diritto di vedere la fine del pellegrinaggio. A Trieste non torniamo. Forse, accetto l’invito a Livorno del dottor Cardona: il prefetto ci accoglierebbe a braccia aperte.»