Cagliari, Pavoletti: «Serie A? Dopo Ronaldo, il più forte è Immobile»

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Leonardo Pavoletti si racconta a 360°: dal recupero dall’infortunio agli avversari più forti, le parole dell’attaccante del Cagliari

Ospite della diretta Instagram organizzata dalla nota pagina Che Fatica La Vita Da Bomber, Leonardo Pavoletti ha raccontato come sta procedendo il recupero dall’infortunio. Ecco le dichiarazioni del giocatore del Cagliari.

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RECUPERO – «Sto iniziando a correre, è un bel passo. Ho ancora qualche fastidio, fa parte del percorso. Lo conosco bene avendolo affrontato anche di recente. Nella sfortuna di essermi fatto male, la riabilitazione postoperatoria era permessa durante l’emergenza. Se non la fai subito rischi di comprometterti la carriera».

NAZIONALE – «La chiamata in Nazionale? La scopri dai social e dai giornali. Una delle ultime volte mi ha avvisato un dirigente a fine allenamento. La prima convocazione l’ho scoperta in tv. Il gol in Nazionale? Come tutte le cose te ne accorgi dopo. Ero teso perché avevo paura di non entrare. Mi era già capitato tre volte di riscaldarmi per tutto il secondo tempo e non entrare. Giocare in Nazionale e vivere l’ambiente è troppo bello. Senti la storia, sai di essere tra i migliori giocatori italiani e non devi mai abbassare la guardia. Come arriva il gol inizi a sentirti anche parte del progetto. Quella notte avrò preso sonno alle 5 nonostante fosse il gol del 6-0. Per me è stato come un gol in finale».

GIOCATORI – «Il giocatore più forte in Serie A? Togliendo Ronaldo, secondo me Immobile. Con lui inizi ogni partita sull’1-0. Siamo attaccanti diversi, ma mi piace. Nella mia squadra lo prenderei sempre. A chi mi ispiravo da piccolo? Van Basten. La mia famiglia è milanista e ho ancora tante cassette con i suoi gol. Aveva una classe infinita. Poi quando sono cresciuto Ronaldo il fenomeno. Tra i due non saprei chi scegliere. Il più forte con cui ho giocato? Hamsik era devastante. Poi Chellini in Nazionale, ha la stessa cattiveria in allenamento e partita. Il portiere che mi ha impressionato di più? Perin, siamo grandi amici, ma gli ho visto fare grandi cose. Anche Cragno è veramente forte. A volte ti viene voglia di dargli un pugno in testa. Lo conoscevo prima di Cagliari, ma ora è arrivato a grandi livelli. Avere lui in porta è una sicurezza, soprattutto per una squadra come noi».