Cagliari, si complica il caso Marchetti

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Il caso Cagliari-Marchetti si tinge di giallo. E il giorno del verdetto finale si allontana, senza nessuna certezza circa l’esito del giudizio. Nell’ udienza di lunedì scorso, il Collegio arbitrale, dopo avere acquisito un’intervista rilasciata da Bisoli, aveva deciso di non ascoltare i testimoni presenti (Bisoli appunto e Agazzi). Nessun verdetto ufficiale, come previsto, era uscito in serata e nemmeno il giorno successivo. Ma i primi spifferi cominciavano a filtrare: l’orientamento era di respingere la domanda di risoluzione del contratto proposta da Marchetti. In discussione rimaneva, invece, il riconoscimento o meno al calciatore di un risarcimento del danno, per Ã?«perdita di chancesÃ?» tra i 150 e i 200 mila euro. Marchetti sarebbe, quindi, rimasto tesserato per il Cagliari.

Martedì il colpo di scena: uno dei tre giudici, il presidente del Collegio, Mario Fezzi (che è anche consulente della Cgil), cambia idea e propone agli altri due arbitri non più una multa ma la risoluzione del contratto. Il Cagliari avrebbe perso oltre 5 milioni di euro. Febbrili consultazioni per tutta la giornata di martedì tra i componenti del Collegio, la Lega e la segreteria, poi ieri Mario Giannotta, uno degli arbitri, si dimette Ã?«irrevocabilmenteÃ?» dall’organo giudicante. Non condivide il presunto ribaltone. Mette tutto nero su bianco, scrivendo alla segreteria del Collegio arbitrale. Nella quale contesta l’improvviso e immotivato mutamento, da parte del presidente del Collegio, della decisione presa dai tre arbitri in pieno accordo al termine dell’udienza di lunedì. Sarebbero volate anche parole forti, a Fezzi si attribuisce Ã?«un padrone dell’800Ã?», riferito aCellino. Il regolamento degli arbitrati imporrebbe imparzialità , indipendenza e neutralità  e per questo ora dovrà  intervenir la Lega: bisognerà  ricominciare ma si dovrà  aspettare se ci saranno altre dimissioni.

Intanto sempre spifferi segnalano che la vicenda Marchetti, legata a Premiopoli, andrebbe verso l’archiviazione: risultano regolari le attestazioni certificate per far avere alla sua prima squadra il premio Ã?«alla carrieraÃ?».

(gazzetta dello sport)