Con la consapevolezza è aumentato il rischio: Conte ora osa

© foto www.imagephotoagency.it

Rubrica Italia Anno Zero – Vittoria e qualificazione anticipata in Azerbaigian: Conte con tre punte, nel postpartita lancia la sua Italia

In un percorso sì ricco di insidie ma – complice la nuova formula dell’Europeo a 24 squadre voluta dal discusso Platini – assolutamente alla portata, doveroso esserci: l’Italia passa con merito in Azerbaigian e centra la qualificazione ad Euro 2016 con un turno d’anticipo sul programma del Gruppo H. E’ il primo traguardo centrato dall’era Conte e va riconosciuto: siamo in Francia, potenzialmente da testa di serie.

CON LA CONSAPEVOLEZZA SI OSA – Da impianti accorti, quelli giustamente seguiti nei primi passi della gestione quando si era di fatto alle prese con una nazionale da ricostruire sul piano tattico come sul morale, ad assetti meno rinunciatari: ieri in Azerbaigian il commissario tecnico Antonio Conte si è giocato la qualificazione anticipata con tre attaccanti di ruolo e Candreva, poco male per una realtà alla ricerca di una produzione offensiva all’altezza della situazione. I fatti hanno pagato: in gol Eder, in gol El Shaarawy peraltro su assist di Candreva, poi la rete di Darmian a certificare la prima gara di qualificazione in cui l’Italia è risultata in grado di siglare più di due gol. Un altro traguardo.

TEMPO PER LAVORARE – Nell’immediato postpartita di Baku il buon Conte ha tenuto a ribadire un concetto: ora si continua a lavorare, non si inizia. La parola chiave è continuità: il lavoro svolto è ritenuto di buon livello considerando l’eredità ricevuta dal fallimento mondiale e questa squadra, con i dovuti accorgimenti, è stimata dallo stesso ct come una delle potenziali protagoniste tra meno di un anno in terra francese. Troppo ottimista? Non per la tenuta complessiva già raggiunta, buona se comparata anche a quanto fatto dalle altre nazionali di punta del panorama europeo, qualcosa da rivedere – eccetto proprio la buona vittoria in Azerbaigian – inerisce al livello offensivo e ancor di più al talento. Quali sono dunque questi accorgimenti? Sicuramente quello di riuscire ad inserire in formazione titolare una buona dose di talento (vedi proprio El Shaarawy, o in futuro Insigne e Berardi ad esempio) senza che la squadra ne risenta in termini di equilibrio.

ALLA REGIA… – Bene, finalmente molto bene, Marco Verratti: in Azerbaigian la stella del regista abruzzese ha brillato e lo ha fatto con continuità, senza concedersi pause che in quel ruolo risultato troppo visibili per non essere notate. Superbo l’assist ad Eder in occasione della rete del vantaggio italiano: un cioccolatino da scartare per l’attaccante della Sampdoria. La sensazione forte è quella che – a meno di stravolgimenti – Andrea Pirlo farà parte della spedizione per Euro 2016: serve la sua esperienza ma ancor di più quella genialità per cui non è secondo a nessuno. Ce l’hai o non ce l’hai. Verratti però può disputare una grande stagione con la maglia del Psg per consacrarsi e, davanti alla platea che lo ha ammirato nel suo percorso di crescita ed affermazione, risultare un vero fattore nell’Italia che sarà. I presupposti dunque iniziano a sorridere: traguardo centrato, l’Italia ha alcune carte da giocarsi. Con una fiducia visibilmente crescente.