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Gilardino: «Futuro sulla panchina della Fiorentina? E’ un obiettivo»

Redazione CalcioNews24

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Alberto Gilardino si racconta a 360°: dall’assist a Del Piero in Italia-Germania alle sue ambizioni da allenatore: le parole dell’ex attaccante

Alberto Gilardino ha rilasciato una lunga intervista nel corso del collegamento con gli studi di Sky Sport. Ecco le parole dell’attuale allenatore della Pro Vercelli.

ASSIST A DEL PIERO«Gol Del Piero con il mio assist in Italia-Germania? Ero troppo distante per calciare in porta. Ho sentito “Passamela” da Alex dall’assist di Francesco Totti. Sentivo solo il mio nome. E’ stata l’apoteosi di una partita incredibile. In quella situazione si sono invertiti i ruoli. Questa azione è l’emblema di quel mondiale. Meglio il gol o l’assist? Sono tutti e due momenti incredibili, me li porto dentro. Riviverli in queste settimane fa venire la pelle d’oca».

ALLENATORE «Tanti allenatori nel gruppo dell’Italia dei Mondiali? Credo che qualcuno di noi se lo sentisse già. Io l’ho sentito piano piano. Ho finito i miei ultimi mesi a Spezia, ho fatto il corso a Coverciano e l’anno scorso non mi interessava la categoria, volevo capire se era quello che mi piaceva fare».

MEGLIO FARE L’ATTACCANTE O IL TECNICO«Più difficile fare l’attaccante o l’allenatore? Bella domanda. Abbiamo le spalle larghe noi attaccanti, fare l’allenatore diventa più semplice».

GOL PIU’ BELLO «Sono stato fortunato, ho avuto la possibilità di fare tanti gol in carriera. Tra i più importanti ci sono stati i gol al Manchester e al Liverpool con Milan e Fiorentina. Il più difficile è stato quello contro il Genoa con la maglia della Fiorentina su assist di Ambrosini».

COPPIA«Ho avuto la fortuna di giocare con grandissimi partner. Da Del Piero a Totti, a Kakà , Sheva, Inzaghi, Vieri, Ronaldo… Credo che un giocatore con cui mi sarebbe piaciuto far coppia è Ibrahimovic. Ha caratteristiche diverse dalle mie, ma penso che avremmo fatto una bella coppia. Attaccanti simili a me oggi? Difficile trovarne. Immobile è incredibile, ma è totalmente diverso da me, così come il Gallo Belotti».

FIORENTINA«Ho vissuto anni importanti con la maglia viola, facendo 62 gol tra campionato e coppe. Eravamo un grande gruppo, formato dal mister Prandelli nei primi anni. C’era uno zoccolo duro di giocatori che erano lì da più anni più altri tasselli di qualità. Allenare la Fiorentina? Va fatto tutto a piccoli passi. Arrivare lassù è un obiettivo, ma ci va tanto studio. Bisogna arrivare con un bagaglio incredibile».

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