Gollini: «Ho pensato di lasciare l’Atalanta. Il mio futuro è qui»

Gollini Atalanta
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Il portiere dell’Atalanta Gollini tra passato e futuro: le sue dichiarazioni durante una diretta Instagram

Il portiere dell’Atalanta Pierluigi Gollini è intervenuto durante una diretta Instagram con Damiano Er Faina.

GLI ESORDI – «Sono cresciuto tanto a Manchester, ma dal punto di vista tecnico dovevo tornare in Italia. C’era la Roma che mi avrebbe girato in prestito. Vedevo alla mia portata l’Hellas: ho cominciato da terzo portiere. Quando ho fatto l’esordio è stata una partita incredibile. Marquez, a fine partita, mi fece i complimenti».

ATALANTA – «All’inizio giovavo poco e ho pensato di andare via, prima alla Spal e poi in Bundesliga. L’Atalanta è un mix di fattori. Ci sono persone davvero fantastiche, la famiglia Percassi ha dimostrato il suo valore. Sono stati dei signori per quello che hanno fatto nei nostri confronti e nei confronti della città di Bergamo. È bello perché è una grande famiglia, è un piccolo grande club. Abbiamo un centro sportivo bellissimo in cui c’è tutto. Poi c’è il merito dei giocatori e del mister, che pretende sempre di più».

GASPERINI – «Ha dato un’impronta fondamentale, per il gioco e per il gruppo. Il nostro è un gruppo speciale, ha colto in pieno una filosofia di gioco. A volte non basta avere delle grandi idee, bisogna anche applicarle».

FINALE COPPA ITALIA – «Ci credevamo molto, vincere sarebbe stato incredibile. Era l’occasione per fare la storia. L’abbiamo vissuta con grande entusiasmo. Non abbiamo giocato bene, era la prima finale: un po’ ha pesato. È stata dura, ma avevamo un obiettivo talmente grande che più di tanto non ci ha buttato giù».

FUTURO – «Adesso sicuramente sì, ma nel calcio non si sa mai. Chiaramente nel futuro non puoi saperlo, ci sono tante cose che cambiano».

NAZIONALE – «Dispiace, ero nel gruppo che si stava giocando l’Europeo e avevo buone possibilità. Avevo fatto questo bel percorso in nazionale, far parte di quel gruppo è la cosa più bella».

RIPRESA SERIE A – «Ci sono talmente tante cose delle quali non siamo nemmeno al corrente. È difficile fare un’analisi. Se il calcio può dare da mangiare alle persone e ripartire ok, ma ci sono anche persone che rischiano, come le persone anziane. A tutti noi non piace giocare a porte chiuse, ma ci sono tanti altri fattori da considerare. Spero che venga presa una scelta per il bene delle persone. C’è voglia di tornare a giocare. Per me sarà un altro campionato, sarà difficile ripartire. La condizione fisica farà la differenza».