Hellas Verona, D’Amico: «Kumbulla? Costa più di 25 milioni»

Inter Kumbulla
© foto www.imagephotoagency.it

Tony D’Amico, direttore sportivo dell’Hellas Verona, ha fatto chiarezza sulla Serie A, sul calciomercato e sull’allenatore Juric

Tony D’Amico, direttore sportivo dell’Hellas Verona, ha parlato ai microfoni di Sky Sport della ripresa della Serie A, del calciomercato e del futuro dell’allenatore Ivan Juric.

SERIE A – «Dopo il Coronavirus tutte le squadre avranno più problemi di budget, a cominciare dalle big europee. Una società come l’Hellas Verona non può permettersi davanti a determinate offerte di pensarci tanto. Ma non ci pensiamo, siamo concentrati sulla macchina organizzativa per farci trovare pronti alla ripartenza. Pensare a finire bene il campionato è quello che conta, poi penseremo al mercato».

KUMBULLA – «È un ragazzo forte. Pensiamo che costi più di 25 milioni di euro. Ha giocato un campionato strepitoso e ha dimostrato di essere un calciatore attenzionato dai top club europei. Avrà tante richieste, come già oggi accade. Ma è presto per parlare di cifre. Noi facciamo una valutazione esclusivamente tecnica del giocatore. Non è detto che vada via, c’è ancora tanto tempo. Per noi è bello che lui venga dal settore giovanile, questo è merito della gestione Setti, presidente che ha sempre creduto nel settore giovanile».

JURIC – «Ci sono grandi attenzioni verso il mister, i risultati parlano per lui. Per noi mister Juric è fondamentale nel progetto, per cui ci auguriamo di tenerlo con noi e di portare avanti quanto cominciato l’anno scorso per tanto tempo. Il nostro rapporto è stato molto sincero dal primo giorno e questa è stata la nostra forza. L’allenatore avrà tante opportunità, ma sappiamo di avere buone possibilità per crescere e migliorarci nella struttura per poterci consolidare in Serie A. La sincerità è alla base dei nostri rapporti. Se ci sono i presupposti per andare avanti lo faremo».

CONTRATTI IN SCADENZA – «In questo momento per risolvere una problematica del genere occorreranno delle regole che la Federazione e l’UEFA dovranno imporre. È impensabile che troviamo noi un accordo con i calciatori, verrà fatta una norma ad hoc. Costituisce un grandissimo problema».