Higuain si prende il Napoli. Aspettando gli ultimi due botti di mercato

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

A segno l’argentino, freme il mercato: Benitez attende il completamento dell’organico

Prima al San Paolo e gol vittoria sul Benfica. E’ la sorte che tocca ai predestinati – a prescindere dalla valenza dell’impegno – e Gonzalo Higuain lo è oltre ogni ragionevole dubbio: El Pipita si prende il Napoli in una notte d’estate, segna, si emoziona e promette di dare tutto per la sua nuova maglia, infiammando un popolo che in quanto a passione e fervore non è mai stato secondo a nessuno.

ALLA RICERCA DELLA CONDIZIONE OTTIMALE – La preparazione atletica del centravanti argentino è stata interrotta proprio nei giorni del clamoroso passaggio dal Real Madrid al Napoli: giunto poi a Dimaro, Higuain ha avuto un lasso di tempo particolarmente breve per completare il personale percorso d’allenamento e ha dunque rimandato l’ottimizzazione ai giorni seguenti. Pena due uscite poco brillanti nell’Emirates Cup nei secondi tempi contro Arsenal e Porto, occasioni nelle quali ha comunque messo in luce la sua infinita qualità nelle giocate. Ora che la condizione sta tornando su livelli accettabili l’argentino è già decisivo: gol del definitivo 2-1 ed una serie di colpi – finalizzati al miglioramento del gioco di squadra – che fanno la differenza. Il campione è arrivato e Napoli può dormire sonni tranquilli: la scelta è quella giusta, Higuain ha tutte le caratteristiche per non far rimpiangere Cavani ed il suo apporto – anche grazie ad un’esperienza maggiore maturata a determinati livelli – si potrà rivelare addirittura superiore.

BENITEZ ASPETTA UN ALTRO ATTACCANTE – Ed ha ragione. Al Napoli serve un attaccante veloce – come da lui più volte invocato e richiesto alla società – che abbia fiuto del gol e potenza fisica: un profilo più simile proprio a quello di Edinson Cavani, per completare un reparto in grado di competere ai massimi livelli nazionali ed europei. Sono rivelatrici in tal senso le dichiarazioni di Rafa Benitez ancora prima dell’approdo in azzurro di Gonzalo Higuain: “Occorre un attaccante di riferimento ed uno più fisico e veloce”. Il primo è arrivato ed è tra i migliori interpreti mondiali del suo ruolo, manca l’ultimo tassello: l’identikit è stato definito da tempo e risponde al nome di Jackson Martinez, il colombiano del Porto che per caratteristiche individuali è di fatto assimilabile ad Edinson Cavani. Il Napoli avrebbe già chiuso da tempo, peraltro a cifre rilevanti, salvo scontrarsi poi con l’ostinazione di un Porto che richiede l’intero importo della clausola rescissoria che pende sul contratto dell’attaccante – 40 milioni di euro, lo sconto riduce la somma al massimo a 37 milioni – e dunque dover considerare ipotizzabili alternative.

LA SUGGESTIONE ETO’O E LE ALTRE PEDINE MANCANTI – Premesso che si lavorerà ancora con il Porto per centrare l’obiettivo che risponde alla prima scelta del tecnico spagnolo, la suggestione delle ultime ore porta dritti a Samuel Eto’o. Complesso parlare già in termini di trattativa: il camerunense dovrà prima comprendere – dopo la smobilitazione annunciata dal patron dell’Anzhi Sulejman Kerimov – la modalità con la quale potrà liberarsi dal club russo. Il solito ostacolo dell’ingaggio considerando la politica adottata dal Napoli in tal senso, ma l’affare ha – seppur basse – qualche percentuale di fattibilità. Così come non era per la ridicola vicenda Ibrahimovic. Impensabile, o al meglio riduttivo per le ambizioni del Napoli, virare su profili che possano ricoprire meramente il ruolo di vice Higuain: fondamentale invece trovare una pedina – alla Eto’o o Martinez appunto – che sia in grado allo stesso tempo di adattarsi da esterno nel 4-2-3-1 di Benitez, di giocare in coppia con l’attaccante argentino in un ipotetico 4-4-2 e all’occorrenza rappresentare un’alternativa alla prima punta. Poi un difensore centrale: considerando le disponibilità in organico – tutti difensori di posizione, stazza e costruzione – occorre un forte marcatore veloce che possa tenere a bada attaccanti rapidi. Il centrocampista oggi non è una necessità ma una miglioria: dipende da quanto sarà speso per l’attaccante. Da lì le ulteriori considerazioni.