Inter, Alvarez: «Non sarei mai andato via»

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© foto www.imagephotoagency.it

Il trequartista è tornato a parlare delle sue passate difficoltà e poi ha fissato gli obiettivi.

CALCIOMERCATO INTER ALVAREZ – Non si lascia travolgere dalla tentazione di fare grandi proclami per la prossima stagione: Ricky Alvarez resa con i piedi per terra, accarezzando così la filosofia di Walter Mazzarri: umiltà e concretezza. «Eh, ma vuoi proprio farmi dire che l’Inter non teme nessuno? No, non ci casco… Niente proclami, niente frasi ad effetto. Semplicemente, dico che noi penseremo a fare il nostro gioco. Sapendo che se lavoriamo al massimo, se mettiamo il cuore su ogni pallone, se funzioniamo come una squadra, allora possiamo mettere in difficoltà quelli che vengono a giocare contro di noi», ha dichiarato a “Tuttosport” il trequartista dell’Inter, che ha poi parlato della partita di Guinness Cup contro la Juventus: «Sì, è stata una buona serata. Una grande partita. Stiamo iniziando a capire cosa vuole da noi il mister. Al di là dei risultati, in questo momento la cosa più importante è che il gioco funzioni. Per me la cosa più importante è che stiamo facendo un buon lavoro in generale, un ritiro ben fatto che darà i suoi frutti. Contro la Juventus c’è stato spirito di sacrifico da parte di tutti, è questo l’unico modo per ripartire. Tevez? E’ un grandissimo giocatore e lo ha già dimostrato. Penso che qui in Italia troverà un calcio diverso rispetto a quello cui è abituato lui, ma con le qualità che ha, con il suo modo di giocare a calcio, non ci metterà molto ad ambientarsi».

Il calciatore argentino ha poi parlato delle sue passate difficoltà, messe ormai alle spalle: «È cambiato tanto, ora ho più fiducia. Ho fatto un buon ritiro, quello che mi mancava. E sto bene fisicamente, mi sento forte in campo. Cosa che per un periodo, a causa di qualche problema fisico, non mi accadeva. Quando sono arrivato qua sapevo che non sarebbe stato facile: una squadra così importante, un club tra i più blasonati al mondo. Ma sapevo anche che non mi sarei arreso facilmente, sapevo che se mai fossi tornato in Argentina, sarebbe stato un passo indietro. Il mio obiettivo era invece quello di andare sempre avanti, migliorare sempre. Moratti d’aiuto? Sì, ma in realtà penso che la figura del presidente, sempre vicino alla squadra, sia d’aiuto per tutti. Il suo sostegno si sente».

Ed a proposito del duro lavoro con Mazzarri, Alvarez ha spiegato: «Il mister ha una idea molto chiara di come vuole veder giocare la squadra. Stiamo iniziando a mettere in pratica ciò che ci chiede, ma dobbiamo crescere ancora tanto. Insiste molto sulla tattica, prima non avevo mai lavorato così tanto su questo aspetto, ma serve moltissimo. Quando andiamo in campo sappiamo esattamente come dobbiamo muoverci noi, dove troviamo i compagni. Il nuovo sistema mi piace, mi trovo bene. Una volta imparatolo bene, tutto è ancora più facile. Io ho giocato la prima partita da mezz’ala, poi contro la Juventus ho giocato più avanti. La competizione fa bene, sappiamo tutti che per trovare posto dobbiamo dare il massimo. Ma la competizione è sana, l’ambiente è buono. Abbiamo capito che bisogna ripartire dall’umiltà di tutti, solo così arriveranno risultati importanti. Il primo passo per giocare in nazionale è far bene qui all’Inter. Il mio obiettivo è giocare il più possibile. La nazionale verrà di conseguenza».

Infine, sulle “punzecchiature” tra Conte e Mazzarri, Alvarez si è tirato fuori: «Noi pensiamo solo a migliorare, crescere, fare le cose giuste in campo per essere sempre più forti. Le squadre che vogliono vincere devono fare un gran lavoro, questo è quello che vogliamo. Cominciamo ad essere umili, compatti, armati da spirito di sacrificio, poi i risultati arriveranno».