Inter, Handanovic: «Qui il mio presente, futuro invece…»

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© foto www.imagephotoagency.it

Il portiere, a caccia di soddisfazioni per la prossima stagione, lascia dubbi sul suo futuro.

CALCIOMERCATO INTER HANDNAOVIC – Dopo esser stato preso d’assalto dalle voci di mercato ed in particolare dal Barcellona, Samir Handanovic si prepara ad una nuova stagione con la maglia dell’Inter, che dovrà essere più entusiasmante dell’ultima trascorsa: «Inter-Udinese 2-5? Non è stato quella sera che ho capito cos’era successo: delle cose ti accorgi subito, dunque avevo intuito molto prima. Quella partita è stata una specie di riassunto delle puntate precedenti. Come col Valencia? L’andamento della partita più o meno era quello. Ci hanno devastati, ma prendere certe “bambole” fa anche bene. Ti aiuta a tenere i piedi per terra, a ricordarti che bisogna essere tutti gregari, che una legge del calcio è quella: o si lavora in undici, o non si va lontano. Ho capito l’importanza di migliorare. Quando tutte le cose vanno bene è troppo facile: a me piace prendermi le mie responsabilità quando vanno meno bene. Se mi son chiesto “Chi me lo ha fatto fare”? Mai. Perché l’Inter era e resta un grande club. Perché i portieri sono fatti per parare, non per pensare. E perché quando c’è da ricostruire – era così l’anno scorso ed è così anche quest’anno – servono anche esperienze del genere», ha raccontato il portiere nerazzurro ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”,  dove ha parlato della ricostruzione di Walter Mazzarri: «Ci sono delle differenze rispetto all’anno scorso. Ciò che non deve cambiare è la mentalità, quella che l’anno scorso forse non abbiamo avuto o curato abbastanza: l’Inter deve essere una squadra pronta al sacrificio sempre, ogni attimo, ogni partita; deve pensare come una squadra che non ha più lo strapotere di un tempo. Perché è così, non prendiamoci in giro: l’Inter non ha più undici, o anche di più, top player come ai tempi di Mancini o Mourinho. Non mi piace più di tanto parlare del passato e tantomeno sputarci sopra, cancellarlo come se fosse tutto sbagliato. Diciamo che stiamo lavorando su cose che in teoria si dovevano già sapere: siamo ripartiti dall’abc del calcio e dell’organizzazione difensiva. Era quello che serviva. Una difesa a tre si può fare in tanti modi: la differenza la fa allenarsi tutti i giorni su certi concetti».

Handanovic ha poi parlato di calciomercato, da Bale alle voci sul suo conto: «120 milioni di euro per Bale? Cifre esagerate, forse anche fuori dai confini della verità. La verità nel mercato del calcio è una sola: decidono sempre i giocatori e se vogliono andare non si possono trattenere. Barcellona? Se un club ti vuole, ti compra e il giocatore è il primo a sapere le cose: il resto sono chiacchiere. Non le ho ascoltate: meglio restare concentrato, perché se un portiere non sta sempre sul pezzo fa presto a prendere la strada sbagliata. Un portiere deve lavorare sui centesimi di secondo: come un centometrista, appunto. Il mio presente è l’Inter: quello che sarà in futuro, lo vedremo».

Sul portiere più forte del mondo e i nuovi compagni di squadra, il portiere ha spiegato: «Non ce n’è uno. Non c’è il Buffon che per dieci anni è stato un mostro, troppo più forte degli altri. Una cosa che mi impressiona di Milito, di Palacio, di Icardi e di Belfodil? Di Diego i movimenti e la fame di gol. Di Rodrigo come sa fare reparto da solo: se per la mia squadra dovessi scegliere fra tutti gli attaccanti con cui ho giocato, prenderei lui. Icardi e Belfodil li conosco ancora troppo poco e poi sono giovani: meglio non dare giudizi affrettati».