Inter, la crisi continua: numeri di un inizio 2013 da paura. E Stramaccioni?

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CRISI INTER STRAMACCIONI KUZMANOVIC – Nessuna luce in fondo al tunnel. L’Inter è sempre più in crisi di risultati. Ieri a Siena l’ennesimo, eclatante, tonfo. Alto ko che non passa inosservato e  grava su una situazione precaria, dove i primi campanelli d’allarme arrivarono già da metà novembre 2012, quando i nerazzurri cominciarono a perdere terreno dalla Juventus capolista, passando dal meno uno all’attuale meno dodici. Cinque partite disputate in questo 2013,il bilancio, però, non è per nulla soddisfacente, anzi desta forti preoccupazioni: una vittoria contro il Pescara, due pesanti crolli contro Udinese (3-0) e Siena (ieri 3-1), due pareggi contro Roma (1-1) e Torino (2-2). Nove gol subiti in cinque gare, sei reti messe a segno, cinque punti conquistati su quindici in palio. Troppo poco se ti chiami Inter. A confortare l’ambiente è la zona Champions (terzo posto) ancora alla portata, grazie anche al cammino zoppicante della Lazio, che ultimamente non viaggia ai ritmi forsennati di qualche giornata fa. Speranze europee, dunque,  che restano vive, sogni tricolore divenuti quasi un miraggio. I tifosi nerazzurri si augurano che la gara contro il Siena coincida con una svolta, come fu all’andata quando l’allora formazione allenata da Gigi De Canio espugnò San Siro facendo scatenare la rabbia interista sfociata, poi, nelle dieci vittorie consecutive tra campionato e coppa. Come nel mese di settembre, il Chievo potrebbe essere il punto di ripartenza in casa Inter, ma occhio alle insidie clivensi Paloschi – Théréau.

MODULO E TECNICO – E Stramaccioni? Il tecnico romano continua a fare mea culpa. Certo, ognuno ha le sue responsabilità per un declino così vertiginoso, sarebbe poco generoso addossare all’allenatore tutte le colpe. Si potrebbe discutere il tema modulo, in quanto il 3-4-1-2 non offre più le garanzie che hanno accompagnato l’Inter nella marcia trionfale conclusasi a novembre. Sarebbe meglio rivedere lo schema di gioco dando maggiore copertura alla difesa, orfana del signor Walter Samuel. Da tenere d’occhio anche il rendimento di Guarin, autore di prestazioni al di sotto della media stagionale da quando impiegato trequartista. Tanti sono gli elementi tattici da valutare e, se possibile, migliorare, come proprio nel girone d’andata sul terreno del Bentegodi. Al momento la posizione di Stramaccioni, tuttavia, non è assolutamente in discussione, ma se non si cambia rotta invertendo questo trend negativo, allora, anche lui potrebbe pagare dazio. Dov’è finita la famosa “spensieratezza”?

BENE KUZMANOVIC – I nuovi arrivati in casa Inter non hanno di certo inciso sulla prestazione complessiva della squadra. Il solo Kuzmanovic si è ritagliato un voto sufficiente in pagella, dando per larghi tratti sicurezza ed efficacia alla manovra, vedi l’apertura sul pareggio di Cassano. Ancora deve ambientarsi ed amalgamarsi al 100% nello schema di gioco nerazzurro, ma i presupposti per far bene ci sono tutti. Schelotto decisamente da rivedere. Un mese circa senza giocare si fa sentire soprattutto sull’unico esterno di fascia destra nello schema “Stramaccioniano”. Lento, impacciato, poco lucido. Il primo gol nasce anche dalla fuga incontrastata di Rubin, con l’ex Atalanta che non riusciva a tenere il passo del terzino bianconero. Rimandato. Kovacic, entrato nella ripresa, ha subito dovuto far fronte all’inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Chivu sul rigore che ha portato al 3-1 di Rosina. Qualche buona giocata, ma ancora presto per giudicarlo.