Italia, Prandelli: «Seguo Rossi. Con Conte nuova era…»

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Le dichiarazioni rilasciate dal ct azzurro a Coverciano.

SERIE A ITALIA PRANDELLI – Tra i tanti discorsi affrontati ieri dal commissario tecnico della Nazionale a Coverciano c’è inevitabilmente la “nuova” Serie A, caratterizzata dall’esplosione di Giuseppe Rossi e dalle prestazioni di Mario Balotelli: «Rossi? Lo seguo con grande attenzione e interesse, rientrerà quando avremo tutte le garanzie sul suo conto. Del resto anche lui è consapevole di questa situazione. Balotelli? Per la sua crescita confido molto in Allegri. Un grande giocatore deve avere la capacità di fare la grande giocata, ma deve essere anche un punto di riferimento per la squadra. Mario ha 23 anni e ha tutti i presupposti per diventare quel grande giocatore. Chi appartiene a questa categoria è talmente forte che non si preoccupa delle provocazioni: quando vedremo Balotelli che per 90′ pensa solo a giocare diremo che è diventato un campione. Sul piano tattico lo vorrei vedere più dentro l’area quando la palla è sugli esterni: quando è fuori area penso che sia un’occasione persa», ha dichiarato Cesare Prandelli, che poi ha parlato di altri azzurri: «Montolivo? Può interpretare tutti i ruoli del centrocampo, nel Milan avrà dei compiti particolari. Quel ruolo può essere un vantaggio anche in chiave-Nazionale. Florenzi? Può fare tre ruoli, è un giocatore prezioso, come il primo Giaccherini, o anche il secondo Giaccherini, giocatori duttili che entrano subito in partita e si adattano alle situazioni. Sau? Lo stiamo seguendo, contro il Milan ha fatto un grande gol e una bella partita, ma non posso convocare 40 giocatori ogni volta. Mi hanno chiesto anche di Pellé, che sta facendo bene in Olanda, però in Italia non ha avuto tanta fortuna come abbiamo visto a Parma e Cesena e in quel ruolo abbiamo giocatori un po’ più avanti».

Sulla violenza, come quella dell’assalto al pullman del Verona, il ct azzurro ha aggiunto: «Non bisogna fare finta di nulla, perché niente è irrecuperabile. Il calcio è diventato motivo di scontro, quando invece dovrebbe essere sede di incontro. Mi dispiace non solo per il Verona, dove ho allenato, ma per tutto il nostro mondo. Eppure in campo, all’Olimpico, avevo visto situazioni che possono aiutare il calcio, con molto fair-play e rispetto per gli avversari».

Sui giovani, invece, Prandelli ha precisato: «All’inizio si pensava che lo straniero fosse uno stimolo per il confronto dei nostri ragazzi, ma negli ultimi anni non c’è stato un riscontro in questo senso. Se fossi il presidente di una società penserei a lavorare sui miei ragazzini, portarli in prima squadra e completarla con qualche straniero. Sui nostri giovani dobbiamo capire perché non riescono a imporsi. La Nazionale deve qualificarsi, noi dobbiamo pensare al Mondiale senza abbandonare i giovani, ma capire perché fanno fatica, se è una questione di limiti tecnici o di personalità, se hanno poca capacità di reggere il confronto. In questi anni siamo stati pronti a proporli in amichevole, certi hanno retto bene, certi altri no. E poi in campionato non hanno molte presenze».

Infine, su Antonio Conte e l’uscita del tecnico della Juventus dopo la cessione di Matri, Prandelli ha dichiarato: «Dipende dal rapporto che si ha con la società, evidentemente in quel momento doveva farsi sentire perché per lui era giusto così. Non voglio commentare, ma dico che con Conte sta nascendo una figura nuova del calcio italiano. Non più solo allenatore, ma anche manager. Un po’ come in Inghilterra. Questa è la mia impressione».