Jony: «Osasuna? Ho dovuto separarmi dalla Lazio»

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Jony si è presentato ai nuovi tifosi dell’Osasuna il canale ufficiale del club: le dichiarazioni dell’esterno spagnolo

Jony, nuovo calciatore dell’Osasuna, si è presentato ai nuovi tifosi attraverso il canale ufficiale del club spagnolo.

OSASUNA – «È stato facile scegliere l’Osasuna. Con la Lazio abbiamo parlato e abbiamo deciso che forse era meglio prendere strade diverse. Sapevo che, se proprio dovevo andare via, volevo un club che si sposasse con le mie caratteristiche e l’Osasuna si sposa perfettamente con il mio stile di gioco: è una squadra intensa, verticale e molto presente nell’area avversaria. A me questo tipo di gioco piace molto e adesso spero di fare una buona stagione insieme ai miei compagni che è la cosa più importante quando vieni da un anno un po’ particolare».

SCELTA – «Mi hanno dimostrato dall’inizio che mi volevano veramente, a tutti i costi. La trattativa non è stata facile e la fiducia che il club ha riposto in me è stata molto grande, per questo non vedo l’ora di indossare questa maglia, infilarmi gli scarpini e scendere in campo per ripagarla. Devo dire che anche Ruben Garcia, Darko e Calleri sono stati fondamentali per la mia scelta, ci siamo sentiti spesso per messaggio e loro mi hanno detto della bontà di questo progetto. Alla fine la decisione di venire qui non è stata difficile. Presto saranno miei compagni di squadra e se avrò dei problemi mi aiuteranno. Sono molto grato a loro per la disponibilità che mi hanno dimostrato da subito e per spiegarmi che tipo di ambiente troverò».

LAZIO – «La chiave nel mondo del calcio è uno spogliatoio unito, l’ho avuto nello Sporting ad inizio carriera e l’ho avuto questi due anni nella Lazio. I biancocelesti erano dodici anni che non andavano in Champions League e quest’anno l’unione che c’è stata tra staff tecnico, medico e calciatori, sia quelli che giocavano sia quelli che non giocavano, ha consentito il raggiungimento dell’obiettivo. Credo che qui all’Osasuna sarà lo stesso e non vedo l’ora di viverlo sulla mia pelle».

OBIETTIVI – «Chi viene al Sadar sa che deve soffrire, voglio sentire la gente sugli spalti perché i tifosi sono tutto per questo sport. Giocare senza tifosi non è lo stesso, speriamo che questa situazione finisca presto. Il pubblico dell’Osasuna deve aspettarsi da me tanto impegno, quello sempre. Spero di dare qualcosa che ora la squadra non ha, mi hanno voluto per dare velocità, intensità sulla fascia e assist ai nostri attaccanti e spero di riuscirci con il lavoro quotidiano».