Juventus, da top player a quinta punta: Llorente diventa un caso

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Contro il Copenaghen l’ennesima bocciatura : aumentano i dubbi sul suo valore

JUVENTUS CONTE LLORENTE CHAMPIONS LEAGUE – Più del pareggio contro il modesto Copenaghen, in casa Juventus un’altra spinosa vicenda tiene banco in queste ore: qual è il problema di Fernando Llorente?

COPPIA DEI SOGNI – Inizialmente il centravanti basco sembrava il giocatore destinato a completare un attacco da sogno insieme a Carlitos Tevez, ma con il passare dei giorni la sua posizione è totalmente cambiata. Perché? «Llorente sta pagando l’anno di semi inattività con l’Atheltic Bilbao», riferiscono da Torino. Motivazione accettabile, visto che i baschi lo hanno praticamente escluso dopo il mancato prolungamento di contratto.

DURO LAVORO – Il ‘Re Leone’, però, da quando è arrivato a Torino non ha mai perso un allenamento, nemmeno durante le pausa delle nazionali: possibile che non abbia ancora trovato il ritmo dopo due mesi di dura preparazione fisica? «E’ imponente fisicamente e ha bisogno di più tempo per trovare la condizione». Passi anche questa spiegazione, va bene. Ma com’è possibile che Conte non lo abbia fatto entrare nemmeno contro il Copenaghen?

SCELTA TECNICA – Ieri i bianconeri hanno collezionato 16 corner, hanno crossato innumerevoli volte nell’area avversaria con Peluso e Lichsteiner, ma hanno segnato un solo gol: forse l’attaccante spagnolo sarebbe servito? Difficile dirlo, non avendo la controprova. Di certo, però, le giustificazioni di Conte non convincono pienamente – «Contro una difesa schierata e fisica ho preferito calciatori brevilinei» – : Giovinco ha portato vivacità, senza dubbio, ma con lui – almeno nei 20 minuti finali, considerando che i bianconeri si sono dimostrati nettamente superiori rispetto ai danesi – avrebbe potuto far entrare Llorente, utile nel gioco aereo, nelle sponde e nelle spizzate.

QUINTA PUNTA – Invece il pennellone basco è diventato praticamente la quinta scelta: davanti Tevez e Vucinic, a ruota Giovinco e Quagliarella, e infine lui. Con tutto il rispetto per il Copenaghen, un ‘top player’ – così come è stato definito dalla dirigenza juventina – come Llorente, anche se non al top della forma, avrebbe potuto far comodo nel match del ‘Parken’. Ammesso che il giudizio su di lui non sia cambiato in questi mesi: da top player a flop player. Presto lo sapremo, nel frattempo i dubbi sul suo valore aumentano.