Liverpool Leeds, perchè i Reds hanno sofferto così tanto – ANALISI TATTICA

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© foto www.imagephotoagency.it

Il Liverpool di Klopp ha battuto il Leeds, pur soffrendo molto. I Reds hanno qualche problema difensivo di troppo

Nella prima giornata di Premier, il Liverpool ha avuto la meglio sul neopromosso Leeds al termine di un rocambolesco 4-3. Per quanto tutti i gol siano arrivati su piazzato, la produzione offensiva dei Reds giustifica la vittoria: 22 tiri totali con ben 3.33 Expected Goals. Tuttavia, non vanno trascurate le enormi difficoltà difensive dei padroni di casa, che oggi sembrano piuttosto fiacchi, lunghi e poco intensi, abbastanza lontani dalla corazzata che nelle precedenti stagioni ha fatto collezione di trofei.

Ci sono stati senza dubbio tanti errori individuali a causa di alcuni singoli in scarsa forma. Alexander-Arnold si è fatto saltare diverse volte (come in occasione del primo gol), mentre Van Dijk ha commesso alcune leggerezze imperdonabili. E’ però soprattutto a livello collettivo che il Liverpool ha difeso molto male, con il Leeds che ha ben esposto le lacune della squadra di Klopp.

Il marchio di fabbrica del tecnico tedesco è la riaggressione immediata non appena si perde il possesso, con l’intera squadra compatta e corta in zona palla (il celebre “gegenpressing”). Ciò però non si è visto nel match di Anfield, con anzi il centrocampo spesso bucato a causa di un’eccessiva distanza tra i giocatori. Il Leeds riusciva a guadagnare metri con grande rapidità quando recuperava il possesso.

Un esempio qui, il Leeds in transizione buca il Liverpool. Troppo spazio centrale e squadra lontana dalla palla.

Oltre che in ripartenza, anche costruendo dal basso il Leeds è arrivato tante volte dalle parti di Alisson. Per diversi tratti del match, i Reds non sono riusciti a pressare in avanti i rivali, che hanno consolidato il possesso in parecchie circostanze. Con grande personalità, una neopromossa come il Leeds è andata ad Anfield dominando spesso il palleggio, soprattutto a inizio ripresa (62% di possesso palla dal 45′ al 66′).

Il grosso limite del Liverpool è stato quello di non riuscire a coprire bene la palla. La linea difensiva era sempre troppo esposta, con i giocatori del Leeds che avevano l’opportunità di effettuare cambi di campo sul lato debole. In quelle situazioni, i Reds andavano in affanno, con i terzini sempre attaccabili in velocità.

Va rilevato come il 4-1-4-1 Leeds occupasse il fronte d’attacco con tanti uomini: i difensori del Liverpool erano quindi sempre esposti alla verticalità avversaria, visto che c’erano continue situazioni di palla scoperta. Il portatore avversario non aveva pressione addosso, difensori e mediano del Leeds disponevano quasi sempre di tempo e spazio per lanciare in avanti (soprattutto in fascia). Svuotavano il centrocampo per poter velocemente arrivare nella trequarti rivale. Il Liverpool era spesso in ritardo nel pressing e pativa su ogni cambio di gioco degli ospiti.

Nelle foto sopra, si vedono due situazioni di palla scoperta in cui il Leeds effettua un cambio di campo sul lato debole. Sia Robertson che Alexander-Arnold sono puntati in velocità dagli esterni avversari. Da notare anche come il Leeds riempia bene il fronte offensivo, con tanti uomini.

D’altronde, è ciò che è avvenuto in occasione del primo gol. Impostando dal basso, il Leeds è riuscito a servire Philips (il mediano) solissimo, con Keità in ritardo nell’accorciare su di lui. Con un cambio di gioco millimetrico, il centrocampista inglese ha aperto a sinistra su Harrison, che ha firmato il pareggio dopo aver dribblato Alexander-Arnold e Gomez.

Il Leeds è stato molto bravo a trovare libero il proprio mediano alle spalle degli attaccanti, anche grazie all’utilizzo del terzo uomo. Philips e Strujik sono stati, dopo il portiere, i giocatori con più passaggi lunghi azzeccati.

L’azione del primo gol, in cui Pihilips è liberissimo di ricevere in mezzo. Anche in questo caso, Il Leeds occupa il fronte offensivo con tanti uomini.

Oltre ai grossi problemi nel pressing offensivo, anche la linea difensiva dei Reds ha sbagliato tanto dal punto di vista tattico. C’era poca sincronia nei movimenti, con diversi tentativi maldestri di applicare il fuorigioco: non si accorciava all’unisono. Si formava qualche buco di troppo, come avvenuto anche in azione del terzo gol in cui Klich approfitta dell’eccessiva distanza tra Van Dijk e Gomez.

Inoltre, i giocatori del Leeds sono stati molto bravi a portare fuori posizione i difensori del Liverpool, soprattutto Gomez. In tal modo, creavano spazi molto pericolosi, visto che c’era un varco piuttosto grosso tra Van Dijk e Alexander-Arnold. Ciò si è verificato in occasione della seconda rete, in cui gli ospiti hanno ben attaccato il buco creatosi in un’azione partita addirittura dal portiere.

Nella prima slide, il Liverpool prova a fare il fuorigioco ma il reparto si muove molto scoordinato: il Leeds può involarsi verso la porta. Nella seconda, invece, c’è l’azione della seconda rete. Gomez si stacca dalla linea per andare su Klich, ma Dallas attacca bene il buco che si crea alle sue spalle, venendo servito dal compagno.

Il gioco del Liverpool è tanto dispendioso quanto rischioso. E’ una squadra che per funzionare deve avere sempre un ampio livello di intensità: bisogna essere corti, compatti e prevalere sulle seconde palle. Altrimenti, il rischio è quello di concedere tanto in profondità e di patire le pene dell’inferno che l’avversario recupera il possesso.

Considerato che nelle prossime due partite ci sono Chelsea a Arsenal, il Liverpool ha le necessità di essere più attento e aggressivo rispetto alla squadra vista contro il Leeds.