Marco Giampaolo potrebbe davvero tornare alla Sampdoria: ecco com’era andata la sua (doppia) esperienza in blucerchiato
Il possibile ritorno di Marco Giampaolo sulla panchina della Sampdoria riannoda i fili di un legame profondo, fondato su un’identità tattica riconosciuta e su un ciclo che a Genova ha regalato momenti di grande calcio. Per comprendere la scelta del club blucerchiato di bussare nuovamente alla porta del tecnico abruzzese dopo la fiducia terminata di Corradi, occorre riavvolgere il nastro soprattutto al suo memorabile triennio alla guida del club ligure, andato in scena tra l’estate del 2016 e il 2019.
Piazzamenti solidi, derby vinti e il dogma del 4-3-1-2
In quelle prime tre stagioni a Marassi, Giampaolo ha consolidato la propria reputazione di “Maestro” grazie a un 4-3-1-2 mandato a memoria: baricentro compatto, sincronismi difensivi di reparto esasperati, fraseggio palla a terra e sviluppo verticale con il rombo di centrocampo. I risultati premiarono la qualità del gioco con una regolarità invidiabile a ridosso delle posizioni europee di Serie A: un decimo posto nel 2016-17 (48 punti), una replica al decimo posto nel 2017-18 (54 punti) e il nono posto nel 2018-19 (53 punti). A scolpire quel triennio nell’immaginario dei tifosi fu anche il dominio nei derby della Lanterna: nel 2016-17 fu il primo allenatore nella storia blucerchiata a vincere entrambe le stracittadine di campionato contro il Genoa nella stessa stagione.
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Fabbrica di talenti e super plusvalenze: il capolavoro Quagliarella
Il marchio distintivo della prima era Giampaolo fu la straordinaria capacità di plasmare e valorizzare giovani talenti, garantendo al club oltre 150 milioni di euro in plusvalenze. Sotto i suoi dettami tattici sono esplosi a livello internazionale difensori come Milan Skriniar (ceduto all’Inter) e Joachim Andersen (Lione), registi come Lucas Torreira (volato all’Arsenal), mezzeali come Dennis Praet e Karol Linetty, oltre all’intuizione di lanciare Patrik Schick e far crescere Bruno Fernandes.
Il manifesto del suo lavoro resta tuttavia la totale rigenerazione di Fabio Quagliarella: guidato dal tecnico, l’attaccante campano visse una seconda giovinezza culminata nel titolo di capocannoniere della Serie A 2018-19 con 26 reti, realizzate all’età di 36 anni.
Dopo la più complessa seconda parentesi del 2022 — chiusa comunque con una salvezza conquistata in condizioni societarie critiche prima dell’esonero in autunno —, la Sampdoria valuta ora di affidarsi nuovamente ai suoi principi per ritrovare organizzazione, certezze sul rettangolo verde e valorizzazione del patrimonio tecnico.