Connettiti con noi

Hanno Detto

Marotta: «L’equazione chi più spende più vince non è sempre valida»

Pubblicato

su

Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha parlato del presente e del futuro del calcio italiano: queste le sue parole

Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha parlato del presente e del futuro del calcio nel corso di un’intervista concessa al Settimanale della Tgr, rotocalco curato da Monica Busetto e in onda su Rai 3.

ARRIVO ALL’INTER – «Quando sono arrivato, dopo aver conosciuto l’ambiente, ho parlato con la proprietà di quello che poteva essere un progetto nuovo. Con Ausilio e la proprietà abbiamo quindi stilato un programma che prevedeva nuove scelte. Era necessario fare dei cambiamenti. Il grande artefice di questo successo è stato Conte, ma anche i giocatori che l’hanno seguito e la società che l’ha supportato in tutto. Tutti insieme abbiamo gioito a 4 giornate dalla fine, è un piccolo record e siamo orgogliosi di quanto fatto».

GAP EUROPEO – «Il gap per quel che riguarda le italiane nei confronti delle inglesi è abbastanza evidente, non a caso la finale di Champions è fra due inglesi e il Manchester United si giocherà l’Europa League. Siamo ancora un po’ lontani dalle performance di inizio 2000 che vedevano le italiane in vetta. Dobbiamo lavorare ma c’è anche un modello da rivedere».

STIPENDI – «Il fenomeno Covid ha tracciato un solco notevole in quella che era già un’area, un’attività imprenditoriale, difficile da sostenere. Oggi il primo obiettivo è ridurre i costi e in questo senso il costo del lavoro incide in maniera forte. In subordine, dovremo valorizzare al massimo le risorse a nostra disposizione».

PROMESSA AI TIFOSI DELL’INTER – «Intanto colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che non sono sotto la luce dei riflettori ma che lavorano ogni giorno nell’Inter. Lo dico a nome mio e a nome del club, garantiremo il massimo impegno, il che significa dare tutto per raggiungere anche nuovi obiettivi. L’equazione chi più spende più vince non è sempre valida».

Advertisement