Milan: Kakà déjà vu rossonero

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Spesso abbiamo la sensazione di aver già visto un’immagine o di aver già vissuto precedentemente una situazione che si sta verificando. Vi capita mai? Si chiama déjà vu. Lo stesso che hanno avuto i tifosi del Milan nel vedere Kakà sventolare la maglia rossonera come fosse un vessillo d’eternità.

L’esperienza del déjà vu riecheggia nella mente un forte senso di familiarità, di attaccamento. Un lampo improvviso quando riconosci un oggetto, una parete, oppure un semplice odore. Quando incontri una persona sconosciuta e le chiedi: “ci siamo mai visti prima?” C’è chi dice che il fenomeno del déjà vu si rifaccia ad una situazione che abbiamo vissuto durante il sogno oppure addirittura in una vita passata. Più volte i tifosi del Milan hanno immaginato un ritorno del proprio beniamino, più o meno ogni sessione di calciomercato da qualche anno a questa parte.

Kakà e il Milan: una storia intrisa di successi e macchiata di malinconia. Era il 19 gennaio 2009 quando il brasiliano si affacciò alla finestra di casa, con la maglia del Milan al collo. E’ bastato sventolarla un po’ per rassicurare i tifosi, per promettere amore eterno. Un ancora acerbo Manchester City non convinceva più di tanto l’asso brasiliano. Qualche mese dopo però ha bussato il Real Madrid e allora tutto viene messo in discussione. Il divorzio è stato doloroso, tant’è che molti tifosi rossoneri hanno preferito subito dimenticare, disinfettando le ferite lasciate aperte da Kakà con le prodezze degli altri campioni che si sono susseguiti di volta in volta dalle parti di Milano.

Oggi, quattro anni dopo, la stessa maglia, lo stesso numero, la stessa finestra e la sensazione di un film già visto. Kakà è un estraneo dall’aria familiare. Quando arrivò giovanissimo, non sapevamo bene da dove venisse, qualcuno vedendolo giocare lo chiamò l‘extraterrestre con le mani alzate verso il cielo. Adesso torna da uomo umile, con i piedi per terra. Tanti soldi in banca ed un amore giovanile mai dimenticato. L’eleganza indiscussa, la progressione inarrivabile, la falcata delicata di un campione d’altri tempi che forse non tornerà mai come prima.

Dopo numerose ricerche è stato teorizzato che il déjà vu potrebbe essere un errore della memoria episodica, uno sbaglio del nostro cervello che temporaneamente non riesce a distinguere i luoghi sconosciuti da quelli già visti. Presente, passato e futuro si mescolano così in un tutt’uno e distinguerli diventa complicato. Può darsi che riprendere Kakà sia solo un errore, un tentativo di mescolare ricordi remoti a proiezioni future, eppure il brasiliano sembra proprio l’uomo adatto a riportare a galla gli antichi e vincenti valori del Milan di una decade fa.

Si dice che il déjà vu sia il modo in cui il destino ti avverte che sei nel posto giusto al momento giusto. Per questo motivo è bello pensare che Kakà fosse destinato a tornare il Milan, forse perché nelle loro storia c’è ancora qualcosa d’incompiuto.