Pennestri: «L’Inter Women ha un progetto concreto. Sul Toro femminile dico che…» – ESCLUSIVA

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Alessandro Pennestri, uomo mercato di rilievo nel calcio femminile italiano, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni. Le sue parole

Alessandro Pennestri è uomo mercato di rilievo nel calcio femminile italiano. Basti pensare che la sua agenzia, LTA Agency Italia, ha curato l’arrivo alla Juventus Women due straniere di primissimo livello: Sofie Pedersen e Linda Sembrant. Queste le sue parole in esclusiva ai nostri microfoni.

Uno sguardo alla Serie A: Milan e Fiorentina sullo stesso livello della Juve?

«Da un punto di vista strutturale sono in grado di competere con la Juventus, hanno dimostrato di potersela giocare ad armi pari, ma oggi la Juve è ancora un passo avanti. Credo che le scelte fatte negli ultimi anni abbiano portato a questo stato delle cose. Vi posso dire che, però, com’è giusto per il movimento, è condizione indispensabile, che loro come le altre facciano di tutto per colmare il gap e rendere maggiormente avvincente un campionato. Chi vorrebbe vedere un campionato già scritto? La competizione è l’anima dello spettacolo calcio, ed il femminile non può farne a meno».

Cosa è mancato all’Inter nella sua prima stagione in Serie A?

«L’Inter a mio avviso ha fatto una scelta giusta, primo anno in A, ha scelto una linea “verde”, molto giovane, con tante calciatrici di talento, puntellate da qualche giocatrice di esperienza. Non sono partiti per lottare per lo scudetto, ma per costruire delle basi per il futuro. L’esperienza maturata in questa stagione è servita a tutti per modulare diversamente scelte e prospettive. Sono convinto che a breve saranno protagonisti e dovranno tutti considerarli rivali temibili per i grandi traguardi. Hanno un progetto concreto e dirigenti con esperienza internazionale, questo peserà nel prossimo futuro».

Si parla del possibile ingresso del Torino, la Serie A femminile sarà sempre più gemella del campionato maschile?

«Un progetto Torino nel calcio femminile “dei grandi”, penso sia indispensabile. Abbiamo visto quanto interesse ha portato al movimento il derby di Milano, e credo che Torino meriti il proprio derby anche nel femminile. E’ una strada lunga, piena di investimenti da fare, ma il presidente Cairo si è dimostrata persona saggia e lungimirante nel maschile, c’è bisogno di persone del genere nel femminile. Poi, li c’è una “vecchia conoscenza” del calcio femminile Italiano, quella Tatina Zorri, ex numero 10 della nazionale italiana, e grande allenatrice, con lei il salto in categoria sarebbe più semplice con la sua competenza e conoscenza».

Che aria tira negli ambienti del calcio femminile italiano? Si riparte?

«A mio avviso si dovrebbe, ma non si ripartirà. Ritengo che il “prodotto” calcio femminile abbia bisogno di ripartire, che sia necessario per renderlo fruibile, che si debba partire, e quindi ridare la possibilità a tutti gli appassionati di poter vedere calcio femminile in TV (per ora) ed un giorno, negli stadi. Ma ritengo anche che non tutte le componenti del mondo del calcio femminile siano in grado di sopportare e supportare l’emergenza, con i protocolli necessari, quindi non credo si riesca a ripartire. Meglio programmare la prossima stagione e renderla fruibile e sempre più interessante».

Chiudiamo con uno sguardo sull’attività giovanile: cosa serve ancora per la crescita del movimento italiano?

«Io sostengo che la professionalità di chi segue il movimento femminile, sia l’unica strada per il raggiungimento di grandi traguardi. Avere allenatori, dirigenti, preparatori, fisioterapisti etc, professionalmente validi fa la differenza. Costruire un settore giovanilie non è facile, ci vuole tanto lavoro, ma grandi dirigenti come Uva (ora in UEFA) hanno mostrato che si può fare, e fare bene nel femminile, con un progetto chiaro. Ora al movimento serve questo, chiarezza di un progetto, per gli investitori, per gli addetti ai lavori, e soprattutto per tutte quelle giovani leve (anche future) che con passione amano il calcio».