Hanno Detto
Pisa, Corrado ammette: «La retrocessione in Serie B era nelle aspettative, la società non era pronta per la A. Gilardino? Non potevamo cambiare tutta la squadra»
Il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, analizza così la stagione che volge al termine e commenta la retrocessione matematica in Serie B
Intervenuto sulle frequenze di Radio Sportiva, il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, ha commentato così la retrocessione in Serie B.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
RETROCESSIONE – «Ho un sentimento di serenità, di chi ha programmato un progetto nel 2017 e che prosegue senza interruzioni. La nostra programmazione è attuale, che il Pisa potesse retrocedere era nelle aspettative. Quando da 34 anni non frequenti il massimo campionato, sei in una fase di costruzione, hai lo stadio meno capiente di Serie A, il monte ingaggi più basso dell’intero campionato… Ci poteva stare. La società non era pronta per affrontare un campionato di livello superiore, eravamo gli unici a non frequentare la Serie A da così tanto tempo. Eravamo neofiti, non ancora pronti. Abbiamo riposizionato il nostro prodotto dopo tanti anni di fallimenti, abbiamo consolidato l’obiettivo di salire di un livello, in Serie B siamo stati sempre protagonisti, arrivando in Serie A prima del previsto con un capolavoro. Molto probabilmente non abbiamo fatto nessuna scelta che non fosse funzionale al nostro progetto e al risultato sportivo, che non è mai stato un’ossessione. Avremo il centro sportivo tra un anno e mezzo, lo stadio ristrutturato tra due anni… Va tutto secondo l’attesa, abbiamo lottato per farci valere, con un po’ più di fortuna e qualche incidente in meno avremo fatto più punti, poi abbiamo giovani che potrebbero avere mercato e darci continuità».
GILARDINO MERITAVA PIU’ FIDUCIA? – «Quando nella vita si guarda indietro a volte uno dice che certe scelte non le farebbe o le farebbe in maniera diversa. Ma fa parte della vita, abbiamo fatto tutto per quello che volevamo portare avanti. C’è stato un momento che ci era parso di dover fare così, a volte si rischia di cambiare perché si pensa che le cose possano andare meglio. Un vecchio presidente diceva che non poteva cambiare tutta la squadra, la cosa più semplice era cambiare l’allenatore. Noi abbiamo pensato di prendere un tecnico non più bravo, perché Gilardino lo è, ma che potesse avere una serenità diversa per modificare alcune cose. Le cose non è che sono cambiate molto, il Pisa non si è mai fatto trovare impreparato. Normalmente quello che si fa oggi è quello che si è programmato, è da gennaio che lo facciamo, abbiamo inserito giocatori che pensiamo possano essere una base per il futuro. Non vogliamo essere vittima dell’ossessione del risultato, lo abbiamo imparato a nostro vantaggio nel 2017. Magari la prossima volta che riusciremo ad arrivare in Serie A ci resteremo».
HILJEMARK RESTERÀ? – «Mah… Abbiamo un’area tecnica ben coordinata, saranno loro a portare i suggerimenti al vertice aziendale, poi insieme decideremo. Magari le prossime 3 partite serviranno per misurare le potenzialità di quei ragazzi. Molti non hanno giocato per problemi fisici, a volte queste casualità portano a problematiche ulteriori».