Premier League, chi vincerà quest’anno? Osvaldo mitraglia, Lukaku domina

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Arsenal sempre più primo, la chiave è Ramsey. Cadono City e United, vola l’Everton

MANCHESTER CHELSEA LIVERPOOL TOTTENHAM – Mai come quest’anno è difficile prevedere chi vincerà la Premier League. Soprattutto alla luce del fatto che le tre squadre maggiormente favorite non sono nemmeno in top four: il Chelsea è quinto, il City settimo, lo United addirittura dodicesimo. Un’analisi tipica dei salotti dei talk-show italiani farebbe leva sui cambiamenti in panchina per spiegarsi l’inaspettata lentezza delle tre prima citate e l’eccelsa solidità di Arsenal, Liverpool e Tottenham ai cui timoni vi sono gli stessi condottieri dell’anno passato. Nemmeno troppo campata in aria, certamente. Perché l’Arsenal dopo anni di quarti posti e capolavori sfiorati sembra aver trovato la quadratura del cerchio con l’inserimento di Mesut Özil ma anche con la crescita esponenziale di Aaron Ramsey, che da segna ogni morte di papa è passato a quattro goal in sei partite di Premier League, finendo alle spalle del solo Sturridge nella classifica marcatori. Proprio l’ex Chelsea è la vera chiave della scalata del Liverpool, che sabato ha ritrovato Suarez, di ritorno dalla squalifica, che è tornato facendo quello che gli riusciva meglio: segnare. 

In un bar qualunque tra una birra e una partita a carte, un operaio qualunque potrebbe aver colto un altro dettaglio interessante relativo alla crescita delle due di Liverpool, che vede come protagonista Mourinho: il manager portoghese ha dispensato fior di giocatori a Reds e Toffees. Moses, ma soprattutto Lukaku, autentico dominatore del Monday Night vinto dall’Everton per 3-2 contro un Newcastle in declino da almeno un anno a questa parte. Tra Chelsea e Manchester City spunta il Southampton, che finalmente sta conoscendo il lato talentuoso ed efficiente di Pablo Osvaldo, a segno contro il Crystal Palace. Sorprendente anche l’Hull City, a 10 punti proprio come il City di Manchester (battuto 3-2 dai Villans) pur avendo speso meno dell’ottava parte in sede di campagna acquisti (14 milioni per le Tigers, 116 per i Citizens). Volano sulle ali di Brady, un talentuoso esterno forse sbolognato troppo in fretta dal Manchester United. Soliti sbadigli invece al Britannia Stadium, dove il Norwich sfrutta il maggior talento e il maggior valore battendo uno Stoke City davvero modesto. Più che sul goal di Howson, peraltro viziato da un insolito errore di Begovic, la mia attenzione (e disappunto) si è portata su Pilkington e su quella combo barba fitta – taglio di capelli ignorante che l’aveva reso il Moscardelli in miniatura della Premier e che ha deciso di eliminare, armato di rasoio e lametta. Chi invece pelato lo è sempre stato è Paolo Di Canio, esonerato da un Sunderland che anche senza di lui continua a perdere. Stenta a decollare il Fulham, terzultimo, così come il Manchester United, che perde clamorosamente in casa dal West Bromwich e che inizia, almeno nel suo apparato di tifosi, a dubitare seriamente di Moyes

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