Ranieri e il futuro a Nantes: «Il calcio è il mio ossigeno»

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© foto Claudio Ranieri

Dopo il miracolo Leicester, Claudio Ranieri riparte dalla Francia e guarda con curiosità l’Italia: «Per lo scudetto, la Juve è favorita. Totti…»

Sembra passata un’eternità. Una volta esaurita l’eco dell’impresa, il Leicester è tornato nei ranghi della normalità, ma Claudio Ranieri – intervistato da “La Gazzetta dello Sport” – non ha dimenticato quei momenti, nonostante l’esonero di febbraio: «La favola di Leicester vive sulla mia pelle. Nel mio cuore. Avrei voluto partecipare a più eventi perché abbiamo un grande bisogno di esempi positivi. Ho ricevuto parole di elogio da italiani, inglesi, canadesi, neozelandesi, giapponesi. Ho toccato il cuore di ogni angolo del mondo. A volte capita di vincere sfide impossibili. Penso a Obama Presidente degli Stati Uniti con il suo “We can” e al Leicester che vince la Premier League. Cosa mi resta di quell’impresa? Le lacrime dei tifosi inglesi dopo il mio esonero. Ero rimasto un eroe anche dopo essere stato cacciato. Anzi, sono stato amato di più proprio nel momento negativo. L’importante è non sentirsi un superuomo, non pensare di poter vincere partite impossibile. Se anche lo volessi non potrei andare su Marte».

NANTES, MON AMOUR – Ranieri riparte dopo qualche mese di «vacanza» da Nantes, dove l’hanno chiamato per ricominciare: «Il calcio è il mio ossigeno. In questo periodo da disoccupato sono stato nervoso, impaziente. Non sono riuscito a godermi questa vacanza pagata a peso d’oro. Ho studiato. Calcio, naturalmente. Ma non ero felice». Inevitabile anche qualche domanda sul calcio italiano: chi è favorito per lo scudetto? «La Juve, naturalmente. È la più forte, la più solida. Ha una società che fa il suo lavoro. Ricordare il Bonucci in tribuna durante la gara di Champions contro il Porto? Sono gesti che lasciano il segno. Mi piace l’idea Douglas Costa. Era già fortissimo nello Shakhtar Donetsk. Per non parlare di Bernardeschi, un progetto interessantissimo. Però è Dybala il calciatore di Serie A che più mi emoziona. Sono pazzi quelli che lo mettono in discussione per la modesta esibizione nella finale di Cardiff. Pazzi. Dybala diventerà un giocatore da Pallone d’oro». Una battuta arriva pure per Totti, ritiratosi e pronto a cambiare mestiere: «Francesco non deve avere fretta. Deve studiare. Deve calarsi, con umiltà, nel ruolo che avrà scelto. Soprattutto gli auguro di essere felice. All’inizio gli mancherà l’adrenalina unica che genera il prato dell’Olimpico, un gol realizzato, l’urlo della Sud. Da calciatore con un gesto tecnico vinceva la partita, da dirigente capirà che tutto è più complicato».