Roma, Andreazzoli: ?So cosa devo fare?

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ROMA ANDREAZZOLI – Presentatosi ai nuovi tifosi attraverso un’intervista a Roma Channel, Aurelio Andreazzoli si prepara all’esordio sulla panchina della squadra giallorossa e al debutto in Serie A: «Mi rendo conto benissimo di dove sono e so cosa devo fare, quindi conosco le responsabilità. Ma non sono preoccupato. Magari sono incosciente però mi sto veramente godendo questo momento. L’altra sera ho fatto una doccia a mezzanotte negli spogliatoi di Trigoria e poi mi sono soffermato a pensare al lavoro che mi sarebbe toccato. Più che preoccupazione, sento il piacere di provare questa avventura: ci restano tante partite, speriamo che siano diciassette ( si riferisce alla finale di Coppa Italia, ndr), dovremo dare il massimo. Dirigenza? Loro mi hanno dimostrato entusiasmo e fiducia. Era già successo nel 2011, quando mi rinnovarono il contratto spingendomi a non accettare un’altra offerta», ha dichiarato, come riportato dal Corriere dello Sport, il nuovo allenatore della Roma, che ha aggiunto: «Sabatini? Fin dall’inizio con lui c’è stata sintonia: ci siamo piaciuti subito. Mi ha coinvolto. E sono stato bravo anche io a superare certi momenti in cui non venivo utilizzato, ritirandomi nel mio ruolo. Ora so che la società mi sosterrà e questo mi rassicura» .

In merito alla questione del regolamento e della disciplina, Andreazzoli ha spiegato il proprio punto di vista: «Stare un passo indietro e non in prima linea ti fa osservare le cose da un punto di vista più critico. Quindi dico che le soluzioni positive si trovano. Abbiamo un gruppo di ragazzi eccezionale. Ci saranno poche regole ma ferree. E le dovranno rispettare tutti, senza che io controlli. Chi non si metterà a disposizione rimarrà fuori. L’aspetto decisivo per noi sarà l’entusiasmo, che dovrà nascere dentro Trigoria. A volte non c’è stato. Dobbiamo pensare che tutti vorrebbero essere al nostro posto: un luogo di piacere e non di lavoro. Per questo dobbiamo anche scoprire il dolore della sconfitta: se non hai un po’ di dolore quando hai perso, significa che hai sbagliato mestiere» .

E sul futuro e la possibilità che sia solo un traghettatore, l’allenatore ha chiarito: «Ragiono come se fra tre anni sarò ancora l’allenatore della Roma. Non voglio fare il fenomeno e strabiliare. Devo lavorare in prospettiva, non solo per la partita di domenica a Genova. In questo modo non mi faccio distrarre dall’immediato. Poi è chiaro che ci serve la benzina dei risultati subito. Voglio spianare la strada alla società per permetterle di lavorare, con me o con qualcun altro. Non ho bisogno di aiuti da nessuno… Deciderò solo io. L’amicizia e il rispetto sono alla base della mia vita. E credo che questi sentimenti mi rafforzeranno, rendendomi esigente al duecento per cento nei confronti dei calciatori: anche loro hanno dei valori. Ne ho già parlato a Totti: “Sei il Colosseo ma io ho bisogno che ti comporti da Colosseo. Devi essere il primo a darmi una mano”. Non voglio imporre niente ma spiegare. Poi vado avanti».