Sampdoria, Marotta a ruota libera: “Juventus? Contatti nel 2009”

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Il d.g. della Sampdoria, Beppe Marotta, intervistato dal Corriere della Sera, ha rilasciato alcune dichiarazioni per parlare della stagione dei blucerchiati e delle strategie di mercato dei liguri.

Il dirigente blucerchiato spiega qual è il modello della sua Samp: “Un modello facilmente esportabile. Proprietà  forte, presidente un affermato e saggio imprenditore, una struttura piramidale ma nel rispetto dei ruoli. Io ho la mia autonomia, sempre con approvazione finale del presidente. Garrone è un mecenate. Se andrebbe bene alla Juventus? Eccolo…Perchè vengo accostato alla Madama? Perchè la figura del dirigente è stata sottovalutata. Aveva ragione Allodi quando diceva che nel calcio un muratore può diventare architetto da un giorno all’altro. Il calcio invece è il tredicesimo comparto industriale italiano e ha bisogno di persone competenti. Lo dico sempre: facciamo formazione. I dirigenti di un certo tipo scarseggiano. Così salta fuori il mio nome. Contatti con la Juve? Uno, nel 2009. Poi la faccenda non si è concretizzata: ho preferito rimanere alla Samp dove mi sento realizzato e per un debito di riconoscenza con la famiglia Garrone”.

Marotta commenta poi l’operazione Cassano, forse la più importante della sua carriera: “Una scommessa vinta. Qui abbiamo creato un habitat naturale dove chiunque arriva può dare il massimo. Antonio è un grande talento ma il calcio è un gioco di squadra e il talento è al servizio del gruppo, non viceversa. D’accordo con la gestione di Balotelli da parte di Mourinho? Non conosco i dettagli. I dirigenti devono capire che hanno a che fare con ragazzi di vent’anni, però è anche giusto che, per favorire la crescita, si usino strumenti punitivi”.

Parlando proprio del tecnico portoghese, Marotta analizza: “à? un comunicatore eccezionale, un grande gestore del gruppo. In lui non c’è nulla di istintivo, tutto è razionale. Poi chi vince ha sempre ragione”. Su Ranieri invece: “Di Ranieri ho una grande stima. Nel 2007 lo avevo preso, poi arrivò la Juve. Però vince l’Inter, per la forza del gruppo, per la rosa più ampia”.

Se dovesse fare un consiglio per gli acquisti, il d.g. doriano pensa ad un “palermitano”: “Pastore. Mi meraviglio di come le grandi se lo siano fatte scappare”.