Serie A, 2^ giornata: Roma – Verona, pagelle

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Dall’inviato allo Stadio Olimpico di Roma Massimiliano Bruno

 

SERIE A 2^ GIORNATA ROMA HELLAS VERONA – Ecco le pagelle della sfida tra Roma ed Hellas Verona, impegno valevole per il secondo turno di campionato e terminato sul risultato di 3-0 per i padroni di casa.

Roma (4-3-3)

De Sanctis 6 – Praticamente inoperoso.

Maicon 7.5 – Gioca in posizione altissima e quando può affonda la falcata, suo vero marchio di fabbrica: compatto in fase difensiva, sblocca la gara con una sua devastante discesa e può diventare un fattore della nuova Roma targata Garcia.

Benatia 6.5 – Gran fisico ed altrettanto spiccate doti atletiche: quando Toni passa dalle sue parti è un bel duello, quasi mai in affanno.

Castan 6 – Troppe volte tenta di strafare e risulta pericoloso per l’economia giallorossa: la prestazione ad ogni modo è assolutamente sufficiente.

Balzaretti  7 – Ritrovato? Presto per dirlo. Ma la partita odierna è assolutamente convincente: solido in fase difensiva – concede pochissimo ad un avversario come Jankovic – e soprattutto nella ripresa è costante in sovrapposizione e sfiora il gol con un bolide da posizione ravvicinata. Attese ulteriori conferme.

Pjanic 7.5 – Il capolavoro in occasione del 2-0 è il suggello ad una prova di enorme qualità: non sbaglia una palla, se gira lui gira tutta la Roma e l’intera piazza può sognare la tanto attesa inversione di tendenza.

(al 71’ Bradley) s.v.

De Rossi 7 – Nonostante tutto l’anima di questa Roma: sta ritrovando motivazioni ed è questa la notizia più importante per i giallorossi.

Strootman 6.5 – Meno appariscente rispetto ai suoi standard ma con De Rossi e Pjanic compone un centrocampo di assoluto livello: c’è tutto, qualità, fisico, palleggio ed inserimenti.

Florenzi 6 – I suoi inserimenti sono oramai proverbiali: oggi si accende a tratti però e risulta decisamente meno continuo rispetto alla strepitosa prestazione di Livorno.

(al 51’ Ljajic) 7 – Come i predestinati. Esordio, peraltro non dall’inizio, e gol. E che gol. Non tragga in inganno la valutazione rispetto a Lamela: è un degno, degnissimo sostituto.

Totti 6.5 – Gioca la solita partita di immensa qualità. Tanti suggerimenti, diverse conclusioni dalla distanza e la visione di gioco che lo contraddistingue dalla massa.

Gervinho 6 – La corsa non manca, l’inserimento pure ma la precisione sì: tre volte a tu per tu con il portiere, tre volte gli calcia addosso e non riesce a partecipare al festival del gol.

 

Hellas Verona (4-3-3)

Rafael 6 – Qualche responsabilità in occasione del gol di Pjanic ma è lui ad evitare la goleada con almeno tre interventi degni di nota, in particolare su un impreciso Gervinho.

Romulo 6 – Spinge tanto e con costanza, non difettando in termini di copertura: è sua la prima iniziativa veronese così come diverse sovrapposizioni.

Moras 5– Oggi la retroguardia veronese fa acqua da tutte le parti e nessuno può essere esente da colpe.

Maietta 5 – Soffre la velocità degli attaccanti avversari: quando accelerano non li prende mai.

Cacciatore 5 – Esterno basso adattato e si vede: la Roma passa sempre dalle sue parti, più difficoltà sull’altra corsia per i giallorossi con un attento Romulo.

Jorginho 5.5 – Solo a sprazzi ma il talento è fuori da ogni discussione: può crescere e diventare un regista di livello assoluto.

Donati 5 – Tanta corsa ma anche tanti – troppi – errori banali nei passaggi.

(al 63’ Sala) 5 – Non riesce a trovare spazio tra le linee giallorosse.

Halfredsson 6 – Perde qualche pallone di troppo ma è sempre nel vivo della manovra gialloblu e coglie una spettacolare traversa.

Jankovic 5.5 – Sia lui che Martinho aiutano molto la squadra in fase di copertura ed è un dettaglio da non trascurare: alle volte la posizione bassa lo penalizza in ripartenza.

(al 63’ Gomez) 5.5 – Non incide.

Toni 6 – Lotta come un leone contro Benatia e Castan a turno e non sfigura affatto: in ottima condizione psicologica, si fa valere come sempre sotto il profilo del gioco aereo.

(al 73’ Cacia) s.v.

Martinho 5.5 – Scala costantemente sulla linea dei centrocampisti – e a volte anche in difesa – per sostenere la fase di non possesso, dimostrandosi calciatore duttile: alla lunga non riesce ad incidere.