Siena, Emeghara: “Tutto sulla mia infanzia e l’offerta dalla Cina”

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SIENA EMEGHARA – In un’intervista riportata stamani sulla Gazzetta dello Sport, Innocent Emeghara ha parlato della sua lunga e difficile infanzia, divisa tra i primi anni in Nigeria e il trasferimento in Svizzera, Paese di cui ha poi preso la nazionalità. Il giovane attaccante del Siena, poi, ha fatto capire di volersi affermare nel Vecchio Continente, pur avendo ricevuto una ricca offerta dalla Cina prima di arrivare in bianconero: “L’unica cosa che so di mio papà è che è morto quando mia madre era incinta. Morto di malattia, non l’ho mai conosciuto. Sono nato a Lagos, ma cresciuto in un villaggio vicino. Voi nemmeno potete immaginare come sia la vita lì. Povertà, malattia. Ma è la più forte palestra di vita, se sono quello che sono lo devo alla mia infanzia. A 13 anni sono arrivato a Zurigo, mia madre si era risposata lì, l’ho seguita. Certo non sono arrivato in Svizzera con l’idea di diventare un calciatore. Giocavo dopo la scuola, per passare il tempo. Ho avuto la fortuna di entrare subito in un piccolo club, il Toss. Lì mi hanno visto quelli dello Zurigo, poi è arrivato il Winterthur, poi ancora il Grasshoppers e la Francia, al Lorient. Se potevo andare allo Shanghai al posto di Drogba? Vero,mapenso di essere ancora troppo giovane per la Cina. Il mio obiettivo è la Coppa del mondo con la Svizzera. Gli insulti razzisti? Sembrerò controcorrente ma non credo che quello negli stadi sia vero razzismo. Le offese dei tifosi nascono per la rabbia sportiva, e ti urlano la prima cosa che viene loro in mente. Il mio ambientamento a Siena? Qui mi trovo benissimo, mi piace la città e la cucina. Sono felice per il gol e il successo sull’Inter: siamo ancora messi male ma la vittoria dà morale. Per il mio futuro vediamo cosa succederà alla squadra, ora mi concentro sulla salvezza.