Torino e Juventus, quando i bambini fanno Tweet

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Bianconeri e granata litigano sui social network come fossero due bambini dell’asilo.

TORINO JUVENTUS DERBY TWEET POLEMICHE – Non ho guardato il derby della Mole tra Torino e Juventus e lungi da me fare un’analisi tecnico-tattica della partita e sollevare ulteriori polemiche per il gol irregolare di Pogba e per la mancata espulsione di Immobile (due occasioni di gioco diverse ma nette allo stesso tempo perchè Tevez era in fuorigioco e l’attaccante del Toro andava espulso per il fallo sull’Apache) ma ho trovato assai ridicolo il comportamento da bambini che ‘non sanno fare ooh’ tenuto da Juventus e Torino nel post derby.

GRASSE RISATE…MA LO STILE? – Assistere ai botta e risposta con i comunicati ufficiali sui rispettivi siti web e poi sui profili Twitter ufficiali mi ha molto divertito, a un certo punto ho preso in mano i pop corn in attesa di un altro intervento che mi facesse ridere ancor di più dei precedenti rendendo sempre più ‘bassa’ la questione. La Juventus, con Andrea Agnelli presidente, ha abituato i suoi tifosi a questi ‘giochini’ che hanno fatto scadere, e tanto, il declamato stile Juventus con la polemica sugli Scudetti vinti, quelli persi, quelli vinti sul campo, ecc. Il Torino, forse frustrato dai numeri, evidenti e che non lasciano interpretazioni, nei derby (i granata non esultano al cospetto della Vecchia Signora dal 2002, l’ultimo a segnare fu Benoit Cauet nel famoso 2-2 delle corna di Maresca) ha deciso di rispondere alle dichiarazioni nel post partita di Antonio Conte.

TWEET E RISPOSTA – Queste le parole del tecnico bianconero nel post gara ai microfoni di Sky Sport: «Non abbiamo concesso nulla al Torino (…) Oggi c’è stata una squadra che ha cercato la vittoria, il Torino è stato attendista, anche dopo lo svantaggio». Il Toro, con un comunicato ufficiale dal titolo emblematico: «Ma Conte come conta?» ha replicato attaccando il tecnico salentino: «I dati della Lega raccontano di un possesso palla della Juventus pari al 52%, contro il 48% del Toro. Tanto schiacciante, dunque, la superiorità della Juventus non è stata. (…) Sicuramente Conte, a scuola, era più bravo in italiano che in matematica». La Juventus non poteva non difendere il suo allenatore e prima su Twitter «Imbattuti da 15 derby; 0 tiri nello specchio del Toro oggi; non subiamo gol dal 2002 #FinoAllaFineForzaJuventus» e poi con un comunicato che rimarcava le ragioni di Conte nel dominio Juve e nei 0 tiri in porta del Torino ha messo in evidenza, con i numeri, le parole del suo allenatore.

IMMOBILE… MA NON TROPPO – Proprio quando ci si stava annoiando, non ha voluto esimersi dall’entrare in gioco e giocare anche questa partita Tevez che, per dare il cambio ai social media manager di Toro e Juve, attraverso il suo profilo Twitter ufficiale, ha commentato l’episodio del fallo di Immobile e le polemiche per il suo fuorigioco, con tanto di foto: «Noi sempre vinciamo con un aiuto è per quello che adesso sto così.. e solo giallo per quello che quasi mi rompe la caviglia».

I TORNI NON CONTANO – A scanso di equivoci non c’è un errore nel titolo di questo paragrafo ma ho ingaggiato anch’io i due social media manager di Torino e Juventus. Scherzi a parte. Dulcis (?) in fundo è arrivato il botta e risposta (ci mancava solo il retweet) con la Juventus che ha scritto: «In effetti non siamo forti in matematica. Ma fino a 0, come i tiri nello specchio del @TorinoFC_1906 ci arriviamo!» e con il Toro che ha replicato: «@juventusfc Non vi buttate giù. Fino a 31 (ops, 29) ci siete arrivati».

Chi abbia ragione tra Juventus e Torino non lo so e non voglio saperlo, scegliete voi da che parte stare. Io mi sono divertito nel leggere in diretta questo botta e risposta ma allo stesso tempo mi sono anche vergognato perchè più che sembrare due società P-R-O-F-E-S-S-I-O-N-I-S-T-I-C-H-E-D-I-S-E-R-I-E-A ieri, Torino e Juventus sembravano due bambini dell’asilo che litigavano per il giocattolo più bello e più grande. Poi, non scandalizziamoci se gli animi in campo sono esasperati e sulle curve i tifosi sono scalmanati. «Ma che scemo vedi però, però, che mi vergogno un po’»…