Vlahovic: «Incantato da Ibra. Sarei felice di rimanere a Firenze a lungo»

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Dusan Vlahovic ha parlato sulle pagine della Gazzetta dello Sport in vista del match di sabato contro il Milan

Dusan Vlahovic è stato protagonista di un’intervista sulle pagine della Gazzetta dello Sport in vista del match di sabato sera contro il Milan. Ecco cosa ha detto l’attaccante della Fiorentina.

IBRAHIMOVIC – «I miei amici mi chiamavano Ibra perché come lui camminavo con i piedi larghi. Ma non era per imitare il mio mito, mi veniva così naturale. Seguo il campione svedese da quando giocava nell’Inter, con la maglia numero 8. Poi l’ho accompagnato da tifoso nella sua avventura. Impossibile non restare incantati nel vedere un gigante come lui che danza con il pallone tra i piedi, quasi accarezzandolo».

MARGINI DI MIGLIORAMENTO – «L’elenco sarebbe lungo. Intanto devo cercare di essere più bravo con il piede destro. Per noi mancini non è semplice calciare con l’altro piede. Ma ci sto lavorando. Il gol con la Samp? Ma quello è un semplice tap-in. Ma anche i gol facili sono preziosi: quando la palla passa la riga c’è solo da essere felici, il segreto è essere al posto giusto al momento giusto».

GENERAZIONE 2000 – «Sta nascendo una generazione di talenti targata Duemila. Haaland è un fenomeno, ha già segnato 10 gol in Champions, incredibile. Poi ci sono Sancho, Kulusevski, la nostra classe può lasciare il segno nel calcio mondiale. Io devo crescere partita dopo partita, non voglio volare con la fantasia».

COMMISSO – «Rocco Commisso è un presidente tutta passione. Mi ha conquistato lui e mi hanno conquistato anche sua moglie e suo figlio. Si preoccupa di tutto, ti fa sentire importate, è un uomo ambizioso».

RINNOVO – «Il contratto? Ho un accordo ancora lungo ma sarei molto felice di prolungare con la Fiorentina. Adoro questa società, questa squadra e i tifosi, a Firenze è tutto giusto per me».

CHIESA – «Basta vederlo in azione per capire quanto sia forte, nulla da aggiungere. Io sono conquistato dal Chiesa ragazzo, rimasto umile nonostante sia sulle prime pagine dei giornali da tre anni e sia etichettato per valere tanti soldi. Insieme possiamo fare ancora di più»