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Abodi dice la sua sul caso Bastoni: «Si viene convocati in Nazionale anche per le qualità comportamentali e lui ha avuto la lucidità di ammettere di aver sbagliato!»

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Andrea Abodi

Abodi, Ministro per lo Sport, ha rilasciato queste dichiarazioni sul caso Bastoni. Cosa ha detto sulla sua convocazione in Nazionale

La discussione sul “caso Bastoni” non accenna a placarsi, arrivando a coinvolgere direttamente i massimi vertici delle istituzioni sportive italiane. Durante l’inaugurazione di un nuovo playground a Cologno Monzese, il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha espresso il proprio punto di vista sulla complessa situazione che sta vivendo Alessandro Bastoni. L’approccio del Ministro è andato ben oltre il semplice dato agonistico, focalizzandosi sull’etica che deve necessariamente contraddistinguere i grandi sportivi.

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La maglia azzurra e l’ammissione di colpa

Secondo Abodi, la scelta degli atleti chiamati a rappresentare l’Italia non può essere dettata in via esclusiva dal talento mostrato sul rettangolo verde. Soffermandosi sulle scelte del commissario tecnico per la Nazionale, il Ministro ha chiarito la sua visione con queste parole:

«Io credo che si venga convocati in Nazionale non soltanto per le qualità tecniche ma anche per le qualità comportamentali. Il difensore ha avuto la lucidità di ammettere di aver sbagliato».

I fischi degli stadi e l’episodio con Kalulu

La riflessione istituzionale si è poi spostata sul clima di ostilità che il centrale interista sta affrontando in diversi stadi, segnato dai fischi incessanti del pubblico scaturiti dopo il discusso scontro di gioco con Pierre Kalulu. Il Ministro ha richiamato l’ambiente all’ordine e alla civiltà:

«Ognuno fa quello che ritiene più opportuno, io credo che il rispetto sia un fattore supremo e questo rispetto si manifesta nei comportamenti dei protagonisti e nei comportamenti di quelli che spesso prendono esempio dai protagonisti, considerando il pubblico parte del protagonismo sportivo».

Entrando nel merito delle responsabilità pubbliche di un professionista, Abodi ha aggiunto:

«Chi arriva a certi livelli ha la consapevolezza di giocare per il pubblico. A un livello professionale così alto si hanno anche dei doveri, oltre che dei diritti che contrattualmente vengono sempre sanciti e rispettati».

La frenata sul Premio Rosa Camuna

In chiusura, Abodi ha espresso una posizione molto cauta in merito alla proposta di candidare il giocatore al prestigioso Premio Rosa Camuna. Pur riconoscendo l’indiscutibile valore dell’atleta, il Ministro ha parzialmente gelato gli entusiasmi con una battuta diplomatica, ma ferma:

«Rispetto la decisione, ma c’è stata qualche distrazione»

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