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Italia Mondiale, Caressa: «Credo che abbiano fatto bene i vertici del CONI, Abodi e tutti quelli che hanno parlato a dire che preferirebbero non essere ripescati»
Italia Mondiale, Caressa svela: «Credo che abbiano fatto bene tutti quelli che hanno parlato a dire che preferirebbero non essere ripescati»
Nel suo ultimo video pubblicato sul canale YouTube ufficiale, Fabio Caressa ha affrontato numerosi temi di attualità calcistica. Il giornalista di Sky Sport si è soffermato sulla Serie A, analizzando la situazione di Milan, Inter, Roma e Juventus, per poi dedicare spazio anche al capitolo Nazionale e all’ipotesi ripescaggio dell’Italia. Ecco i punti principali della sua analisi.
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GUERRA – «Io credo che abbiano fatto bene i vertici del CONI, il ministro Abodi e tutti quelli che hanno parlato a dire che preferirebbero non essere ripescati. Perché? Perché noi non possiamo vivere in un mondo parallelo. L’Iran fuori dal Mondiale vorrebbe dire che la guerra va avanti, che lo sport perde il suo significato di avvicinare i popoli anche nei momenti di difficoltà. È una cosa importante, molto più importante di un ripescaggio della Nazionale. Io ho visto scene di giubilo sui social. Ma lo capite cosa vuol dire che l’Iran non vada ai Mondiali? Lo capite cos’è una guerra? Lo capite cosa può voler dire, anche nelle nostre vite, la situazione del mondo in questo momento, con lo Stretto di Hormuz? Non si può far finta di niente e pensare solo al calcio. Quindi è normale che chi ha una responsabilità prenda una posizione del genere, così come è normale che la FIFA cerchi in tutti i modi di far giocare il Mondiale all’Iran».
RIPESCAGGIO – «Poi c’è un altro discorso. Se purtroppo le cose andranno male, se l’Iran per qualche motivo — e io ripeto: mi auguro di no — non giocherà il Mondiale, e se la FIFA farà determinate scelte, non c’è niente di vergognoso nel venire ripescati. Come ha scritto il mio amico Zazzaroni: “Se siete dispari, ditecelo”. La Danimarca è stata ripescata e ha vinto un Europeo. È stata ripescata anche lì per motivi drammatici: era scoppiata la guerra nell’allora Jugoslavia. Anche qui, una cosa non esclude l’altra. L’atteggiamento deve essere serio. Io francamente trovo vergognosi alcuni video che ho visto di esultanza. Non si esulta. Si rispettano le regole. Se poi, per qualche motivo che io ritengo al momento quasi impossibile, venissimo richiamati, allora il discorso sarebbe diverso. Questo a prescindere da tutti i discorsi politici, perché comunque sarebbe una scelta politica che va in una direzione. C’è l’intervento di Paolo Zampolli, emissario di Trump: queste sono tutte cose collaterali. Io credo che tutti noi, da uomini, dovremmo fare il tifo perché l’Iran giochi il Mondiale. Credo sia più probabile che, come succede regolarmente nel mondo sportivo, se una squadra viene — usiamo questo termine, anche se non è quello corretto — “squalificata”, o comunque non ha la possibilità di partecipare, venga presa la seconda della stessa classifica. Sportivamente è una cosa normale. Poi, se per una serie di motivi l’Italia venisse ripescata, non mi vergognerei di andare a giocare i Mondiali. Vergogna no. Però, ripeto, apprezzamento per le posizioni serie che hanno preso i vertici sportivi, perché in questi casi, con una guerra in atto e con la situazione mondiale che conosciamo, bisogna essere seri. E sono stati molto seri. Detto questo, ritengo che la percentuale di venire ripescati, al momento, sia pari a zero».