Alla vigilia di Brasile 2014, quali speranze per un’Italia deludente nelle amichevoli di preparazione?

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«L’Italia non è una squadra da amichevoli.» un dato di fatto, è la storia che ce lo dice e per certi versi questo potrebbe anche confortare i tifosi azzurri e la critica, molto preoccupati dopo le recenti uscite contro Irlanda, Lussemburgo e contro il club brasiliano della Fluminense: un pareggio a reti nulle con gli irlandesi, un altrettanto pari deludente (1-1) contro il modesto Lussemburgo e poi la vittoria in terra brasiliana per 5-3, con tante tante lacune qua e là, non fanno certo dormire sogni tranquilli. Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, la spedizione in Brasile potrebbe ricalcare sulla falsa riga quella di quattro anni fa in Sud Africa.

Secondo i pronostici dei bookmaker e i calcoli di alcune società di statistica, il cammino della squadra allenata da Cesare Prandelli potrebbe arrestarsi ai quarti di finale o, nella migliore delle ipotesi, fermarsi alle semifinali. Di sicuro l’avventura di Buffon e compagni non sarà delle più semplici neppure nella fase a gironi, visto che sono attesi nell’ordine da Inghilterra, Costa Rica e Uruguay. Concludere al primo posto il raggruppamento vorrebbe dire evitare la parte alta del tabellone ad eliminazione diretta dove si presume potrebbe esserci il Brasile grande favorito. L’Italia potrebbe giungere fino alla già citata semifinale, avendo la meglio ai quarti sulla Spagna che nelle in 3 delle ultime 4 competizioni (Europei 2008, Europei 2012 e Confederations Cup 2013) ha sempre fatto la voce grossa. E a quel punto si troverebbe di fronte l’Argentina di Leo Messi.

Seppur negli ultimi anni sia in parte cambiata l’opinione di tifosi e addetti ai lavori stranieri, una diffusa percezione resta quella che l’Italia faccia della difesa il suo punto di forza, reputazione rinforzata dalla natura essenzialmente tattica del nostro calcio. Prandelli dovrebbe optare ancora una volta su due soluzioni alternative: una che contempla la difesa a tre con cinque centrocampisti a fare da diga e l’altra che invece presuppone una linea arretrata formata da quattro elementi. Partirà proprio da dietro, Cesare Prandelli, per cercare di arginare le offensive avversarie in un calcio moderno che è sempre più votato ad attaccare piuttosto che a difendere. Il difensivismo è nel DNA italico ed è giusto non snaturarlo.

Intanto, i giocatori azzurri parlano di sensazioni positive, il ritiro premondiale ha cementato un gruppo che non partiva favorito neppure due anni fa agli Europei in Polonia e Ucraina, ma che seppe spingersi poi fino alla finale, schiantato solo dalla potenza di una Spagna che allora era di un altro livello. E questa volta? Come andrà a finire? L’Italia riuscirà a essere campione in Brasile nel 2014? Gi Azzurri partiranno, come spesso accade, ancora una volta nel ruolo di outsider ed è tutto sommato un ‘abito’ che i nostri giocatori potrebbe indossare bene, togliendo di dosso un po’ di pressione che da sempre accompagna le grandi competizioni internazionali: successe già nel 2006 quando una nazionale considerata di seconda fascia seppe man mano farsi largo tra le pretendenti più accreditate, andando a vincere il quarto mondiale della sua storia. Insomma, potrà anche non essere favorita, ma l’Italia resta una delle squadre da evitare per tutta la durata del torneo.