Allarme COVID-19 in Spagna ma per ora la UEFA non cambia le sedi delle gare

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Si espande il contagio da COVID-19 in Spagna ma per ora la UEFA non ha intenzione di cambiare le sedi dei match

L’aumento dei contagi in Spagna fa paura all’Europa League e alla Champions League. Dopo la positività di Mariano Diaz, ieri è arrivata la notizia del nazionale serbo Nemanja Gudelj. La notizia non stupisce, vista la risalita dei contagi che sta colpendo la Spagna. Ma getta un velo di preoccupazione sulle due «Final Eight», e di riflesso su Napoli, Inter e Roma che hanno ostacoli iberici (Barça, Getafe e Siviglia).

Il protocollo anti-Covid adottato dall’Uefa prevede che vengano effettuati test 48 ore prima che le squadre si mettano in viaggio, ma Real Madrid e Siviglia hanno accertato le positività dei loro tesserati ben prima di avvicinarsi alla partenza per Inghilterra e Germania. Come spiega La Gazzetta dello Sport c’è comunque inquietudine per la situazione spagnola.Il membro Uefa Evelina Christillin ha recentemente dichiarato che le sedi dei match per ora sono confermate, ma che i vertici dell’organo di governo del calcio europeo – il presidente Ceferin in testa – monitorano la situazione pronti a qualsiasi evenienza.

Per Nyon è vitale evitare scossoni nelle competizioni Uefa per club. Ma è evidente che la parola decisiva è sempre dei singoli governi, sebbene si tratti partite a porte chiuse. Il piano B stilato dalla UEFA prevede che il completamento degli ottavi possa avvenire in città portoghesi o nella stessa Lisbona, sede della fase finale. Oporto e Guimaraes si tengono pronte.