Connettiti con noi

Editoriale

Allianz in arcobaleno e Black Lives Matter: calcio e occasioni perse

Pubblicato

su

Il no della Uefa alla colorazione arcobaleno dell’Allianz Arena scatena la polemica, un’ennesima occasione persa dal calcio

Questa sera, a scanso di improbabili dietrofront dell’ultima ora, non vedremo l’Allianz Arena di Monaco colorata di arcobaleno. La richiesta inoltrata dal sindaco della città bavarese Dieter Reiter è dunque caduta nel vuoto di fronte al diktat della UEFA.

Una presa di posizione che non è certo andata giù al primo cittadino che avrebbe desiderato il suo stadio in versione rainbow durante Germania-Ungheria come sostegno al movimento LGBT. Alimentando il dissenso nei confronti delle leggi sessualmente discriminatorie approvate dal governo magiaro di Orban, criticate via social senza mezzi termini anche, tra gli altri, dal portiere della stessa nazionale ungherese Gulacsi.

Eppure non è bastato per convincere la UEFA, il cui secco “no” alla richiesta è stato espresso tramite una nota ufficiale, giustificandosi con la necessità dell’organizzazione calcistica di essere politicamente e religiosamente neutrale. Indiscutibile, sia chiaro, ma la sensazione è che sia l’ennesima occasione persa dal calcio per affrancarsi dalla banalità e dalla pavidità.

Perché qui non si tratta di politica o di fare politica, si tratta di basilari diritti umani e civili che nel 2021 ci troviamo ancora a dover discutere e diffondere anche in un Occidente che si professa invece quanto mai evoluto. Nulla è più potente del calcio come veicolo di trasmissione planetario, ma è uno strumento che continuiamo a sforzarci di non utilizzare. E le reazioni della Juventus, del Barcellona o del Bayern Monaco, per citarne giusto alcuni, se non altro ci fanno ben sperare.

Così come ci sarebbe da sperare che la Nazionale italiana saprà gestire un pochino meglio la vicenda Black Lives Matter. Contro il Galles metà degli Azzurri si è inginocchiata e l’altra metà non lo ha fatto. Senza colpevolizzare nessuno, una direzione univoca sarebbe stata più gradita. E la politica, invece che strumentalizzare in cerca di consensi, compia piuttosto gesti concreti. Magari concedere la cittadinanza ben prima della maggiore età ai ragazzi nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri, per esempio. Ma questa è un’altra storia.