Il punto sul calciomercato delle 5 big

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Juventus, Roma, Napoli, Inter e Milan: chi si è mossa meglio? E chi appare indietro nella corsa? L’analisi di calciomercato

Non potrebbe che trattarsi di considerazioni assolutamente provvisorie: mancano oltre due mesi al fischio finale del calciomercato, sessione estiva che può accendersi da un momento all’altro e ridisegnare scenari che oggi appaiono totalmente differenti. Lo è per natura il calciomercato: mutevole, dinamico, fluido. Figurarsi quando siamo appena agli inizi. Fattore però che non esclude l’opportunità di delineare un primo quadro dello stato dell’arte: Juventus, Roma, Napoli, Inter e Milan, chi si è mosso con anticipo rispetto alla concorrenza? E chi invece sta arrancando rispetto alle difficoltà della fattispecie? Ecco l’analisi.

Calciomercato Juventus: La Vie C’est… Schick

Il colpo in entrata porta momentaneamente il nome di Patrik Schick: l’attaccante prelevato dalla Sampdoria per oltre venticinque milioni d’euro – a dispetto della sua giovane età, classe ’96 – ha già mostrato di quale pasta sia fatto. Abbinamento puro di tecnica e fisicità, colpi da fuoriserie, coraggio da vendere: nella Juventus sarà l’uomo della soluzione alternativa. Sì, perché le sue caratteristiche gli consentono di abbinarsi al meglio con tutti i compagni di reparto, adattarsi dove richiesto da Allegri in base alle esigenze tattiche del momento. In casa bianconera però non mancano le grane: da smaltire le tossine che la sconfitta in finale di Champions League si è portata dietro. Malumori, malcontenti, ipotetiche liti: qualcuno andrà via, non soltanto il discusso e discutibile Dani Alves, qualcun altro arriverà per dare nuova linfa al progetto. Funzionerà sempre? Funzionerà ancora? Ad oggi non è ancora lecito mettere in dubbio la supremazia interna bianconera.

Calciomercato Roma: ma quanto costa questo buco di bilancio?

Il mancato riscatto di Szczesny, tornato alla base Arsenal dopo il prestito biennale e due stagioni all’altezza della situazione, la ricca cessione di Salah al Liverpool per 42 milioni di base fissa ed 8 di eventuali bonus legati a risultati di squadra e rendimento del calciatore, le imminenti cessioni di Manolas e Paredes allo Zenit San Pietroburgo di Mancini. Un complessivo di oltre 100 milioni di euro che – sommato ai fondi Uefa derivanti dal secondo posto e dunque dall’accesso diretto alla prossima Champions League – appiana una volta per tutte il rosso di bilancio accumulato nelle ultime annate e consente alla Roma di ripartire con i conti a posto. Di camminare sulle sue gambe. Ma che Roma sarà? Le cessioni sono quelle giuste? O si poteva far cassa scegliendo altre opzioni? L’indispensabilità di Salah in alcune situazioni di gioco – a linee avversarie chiuse – è tanto ovvia da non necessitare di ulteriori spiegazioni, la cessione di Manolas tiene in vita quel filo pericoloso di dismissioni dei propri principali difensori centrali (vedi Marquinhos, Benatia e Romagnoli) che non rappresenta una strategia degna di un club vincente. Il nuovo direttore sportivo Monchi ha tutto il tempo per ovviare a queste decisioni e trovare le contromisure per fornire ad Eusebio Di Francesco ed all’intero ambiente giallorosso una squadra altamente competitiva: le seguiremo passo dopo passo.

Calciomercato Napoli: l’immobilismo giusto

Sornione, in disparte, apparentemente disinteressato ma forse il club al momento più a fuoco degli altri: il grande colpo dell’attuale sessione di mercato sarà quello di non toccare nulla. Di lasciare invariato un organico che ha chiuso la stagione su livelli altissimi, che alla luce delle questioni che stanno investendo le due grandi competitor può approfittare di una partenza reattiva e sorprendere un po’ tutti. Il Napoli – delle tre squadre appena piazzatesi sul podio – è quella che più incarna il senso della continuità: un progetto che si è evoluto passo dopo passo fino ad accarezzare il sogno del colpo grosso. Il necessario e considerevole aumento del tetto ingaggi (se sale il livello della rosa è un aspetto dovuto), sommato allo sfortunato terzo posto e dunque all’incertezza sulla disponibilità dei fondi Uefa, impone di rinunciare a clamorose operazioni in entrata. Che sostanzialmente, se non parte nessuno tra gli attori cruciali dell’idea di Sarri, non servono affatto. La risoluzione del nodo portiere e qualche tassello alternativo qua e là basterà al Napoli per porsi ai nastri di partenza della prossima Serie A nelle vesti di autorevole protagonista.

Calciomercato Inter: il colpo Spalletti

L’Inter ha avviato questa sessione di calciomercato forse priva dell’arroganza degli ultimi tempi:nessuna promessa lanciata qua e là, pochi nomi altisonanti accostati alla causa, ma la volontà e la necessità di studiare la situazione, vagliarla nel minimo dettaglio per poi agire con massima cognizione di causa. Un colpo intanto – forse quello cruciale – è stato già piazzato: Luciano Spalletti può portare in dote quanto è recentemente mancato. Senza un allenatore all’altezza, nel calcio di oggi, non si va da nessuna parte: la portata dell’opera del tecnico toscano non sarà necessariamente immediata, anche se nella sua versione 2.0 in quel di Roma ha mostrato un’evidente reattività nel saper mutare le cose, ma senz’altro strutturale se gli sarà concessa la serenità di poter lavorare al meglio. Ad ogni modo il ritorno a Roma lo ha arricchito anche sotto questo profilo: gli ultimi mesi, con l’esplosione del caso Totti ed il voltafaccia della piazza giallorossa, non sono stati così sereni. Eppure la risposta sul campo è stata quella massima: secondo posto alle spalle dell’inarrivabile Juventus, tenendo a bada il terribile Napoli di Sarri. Ecco, la nuova risorsa nerazzurra si chiama Luciano Spalletti.

Calciomercato Milan: l’inattesa protagonista!

Non ce ne vorrete, ma considerando il tiramolla di un closing a tratti imbarazzante, il nuovo corso cinese non nasceva sotto i migliori segni, o comunque non era lecito attendersi una reattività così elevata nella prima sessione di calciomercato. Eppure la promessa non si fece aspettare: Marco Fassone, scelto dal presidente Li Yonghong per dare sostanza italiana alla nuova pagina rossonera, annunciò senza troppi giri di parole di poter garantire buona parte del nuovo organico all’allenatore Vincenzo Montella entro il termine di giugno. Era appena terminato lo scorso campionato ed i punti interrogativi in tal senso giunsero in abbondanza: ci sono i soldi in cassa per aderire ad un’aspettativa così elevata? Le risposte del tandem FassoneMirabelli sono risultate di un certo livello: difesa strutturalmente rivoluzionata dagli innesti di Musacchio e Rodriguez, cambiano due quarti della linea di Montella con acquisti certi, tangibili, inerenti a calciatori che hanno già mostrato di quale pasta siano fatti ed accumulato una solida esperienza internazionale, a dispetto di una traiettoria di ulteriore crescita e definitiva affermazione. Il Milan di oggi in tal senso è il trampolino ideale. Sbaragliata la concorrenza per Kessié in mediana, si tratta l’innesto di un interprete che possa impadronirsi della cabina di regia (Biglia su tutti). E come se non bastasse ecco la resilienza: affare in dirittura d’arrivo per Morata, poi il clamoroso dietrofront dello spagnolo. Nessun problema: risposta pronta, quella che nessuno può attendersi, sbarca a Milano il gioiello André Silva. Quadro completato? No, avete dimenticato la lucidità con cui è stata trattata – almeno nella proiezione esterna – la spinosa vicenda Donnarumma. Una conferenza stampa perfetta nella gestione del caso dell’estate, i cui risvolti sono tutti da vivere. E non sembra finire qui: habemus Milan? Il Diavolo è tornato? Non può – o meglio non potrebbe – che beneficiarne l’intera Serie A.