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Ancora una volta cori discriminatori contro Napoli

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Come di consueto pioggia d’insulti,a Roma, nel match contro il Napoli. Striscione per Regeni senza le squadre

Come ormai da tradizione, in tutti i campi d’Italia, anche nella partita di ieri, all’Olimpico di Roma, dagli spalti sono piovuti cori inneggianti all’eruzione del Vesuvio. Il derby del Sole non sarà mai più una partita normale a causa dell’omicidio di Ciro Esposito, che fa da spartiacque tra i soli insulti e tra la paura dell’utilizzo della violenza tra le due tifoserie.

STRISCIONI – La paura maggiore della questura capitolina era legata alla possibilità, come già accaduto in passato, che entrasse nello stadio qualche striscione innegiante a Daniele De Santis o ingurioso nei confronti del suddetto Ciro Esposito. Questo ha portato a un grande lavoro di prefiltraggio nei dintorni dello stadio e a controlli capillari su tutte le strade che portano in direzione stadio Olimpico. L’assenza, ormai da inizio stagione, della Curva Sud ha fatto sicchè non si presentasse questo problema, se non fosse per i soliti cori dalle tribune inneggianti il Vesuvio.

INCIDENTI – Non essendoci stato nessuno scontro tra le due tifoserie, ancora una volta la linea dura della questura ne è uscita rafforzata, sul campo. Zona vigiliata da blindati e camionette, divieto di vendita dei biglietti per il settore ospiti ai residenti nella regione Campania (settore che è stato aperto per circa trecento tifosi dei vari Club Napoli), barriere divisorie in curva e quindi nessuno del “tifo caldo” giallorosso sugli spalti, il tutto condito da “ben” 35mila spettatori per assistere a una sfida importantissima in chiave Champions League. Questa è la vittoria della questura, uno stadio deserto, impersonale e blindatissimo tant’è che Maurizio Criscitelli, coordinatore dei tifosi azzurri ha detto: «Sono stati impressionanti i controlli a cui siamo stati sottoposti […] I settori ospiti vanno sempre aperti, perché non può essere vietata a un tifoso la gioia di assistere alla partita della propria squadra del cuore».

REGENI – Anche l’iniziativa promossa da Amnesty International e sposata dalla Lega Calcio di far entrare le squadre dietro uno striscione, per chiedere verità sul caso Regeni, si è rivelata un mezzo fiasco. Lo striscione è si entrato, ma senza le due squadre, accettando la richiesta della Roma volta a non mettere in imbarazzo Salah. Così il caso, che si era aperto nelle scorse settimane, si è chiuso con una soluzione all’italiana, la stessa che è stata usata per i tifosi, costretti sempre più a controlli ossessivi che stanno facendo allontanare definitivamente la gente dallo stadio.