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Atalanta armata: il possesso verticale di Gasperini un’anomalia in Serie A – ANALISI TATTICA

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La scintillante Atalanta delle ultime settimane ha rinsaldato ulteriormente i principi di gioco di Gasperini: in controtendenza con la Serie A, poco possesso dal basso e molta verticalità

Dopo un periodo di difficoltà caratterizzato dal caso Papu Gomez, l’Atalanta sta tornando l’armata che tutti conoscevamo. La Dea viene da vittorie convincenti e colme di reti segnate, con la produzione offensiva cresciuta molto (decisivo il ritorno al gol di Duvan Zapata).

I dati relativi alla fase di possesso sono interessanti ed esprimono bene i principi della squadra. Tutti noi sappiamo che l’Atalanta è una formazione estremamente propositiva e che attacca con tanti uomini, prendendosi anche dei rischi nelle transizioni difensive. Basti pensare che uno dei 3 difensori dietro (di solito Toloi) si sgancia parecchio in avanti per dare presenza offensiva. Gasperini accetta quindi di concedere agli avversari ripartenze in parità numerica, proprio perché questo stile permette di creare tante occasioni da gol.

atalanta toloi

Una delle molte progressioni di Toloi.

Per quanto si elogi l’Atalanta soprattutto per l’aggressività e l’intensità, in pochi sottolineano la qualità tecnica delle sue azioni offensive. La Dea non avrà forse la pulizia tecnica dei principali top club, ma la compensa con movimenti senza palla di primissimo livello. Ci sono continue rotazioni e interscambiabilità tra i giocatori che consentono di attaccare con estrema efficacia una difesa schierata. Il costante movimento genera varchi tra le linee rivali.

Nella slide sopra, uno dei molti esempi della qualità della manovra offensiva della Dea. Vediamo le due punte (Zapata e Muriel) aperte, con il trequartista (Gomez) che arretra la propria posizione. Pasalic, che è il mediano, si butta tra le linee e approfitta nel migliore dei modi dello spazio che si è venuto a creare. 

Nel calcio di oggi, lo sappiamo, la tendenza è quella di uscire in modo pulito dal basso. Molte squadre vogliono invitare i rivali a pressare in avanti, per creare superiorità numerica e approfittare degli spazi lasciati alle spalle. E’ un qualcosa che vediamo con frequenza anche in Italia, sono molte le squadre che palleggiano in modo insistito da dietro: lo fanno sia formazioni verticali come la Lazio, che squadre più di possesso come Sassuolo, Napoli e Juve.

L’Atalanta si distanzia invece molto da questo stile. Pur essendo una squadra assolutamente moderna, sofisticata e ambiziosa, è molto più diretta quando imposta dal basso. Come detto, l’Atalanta ha un palleggio paziente e di alto livello quando salta la prima linea di pressione e si stanzia nella metà campo rivale. Tuttavia, è molto raro vedere la Dea costruire in modo insistito da dietro, cerca anzi spesso il lancio lungo per Zapata o comunque di arrivare velocemente nella metà campo avversaria.

Un dato significativo: dopo la Juventus, l’Atalanta è la squadra del campionato che palleggia più tempo nella metà campo rivale. In compenso, è addirittura la quart’ultima squadra che palleggia meno tempo nella propria metà campo, solo Benevento, Verona e Sampdoria fanno peggio.

Se tutte le big del campionato (tranne il Milan, più verticale) si distinguono per un palleggio basso molto paziente e prolungato, l’Atalanta è quindi un’anomalia. Cerca di arrivare più velocemente in avanti, lo scopo è quello di riversarsi nella metà campo rivale (dove attacca sempre con tanti uomini) in modo più rapido.

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