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Mooy, il gigante dell’Australia

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«Un gigante: se c’è da andare in battaglia, puoi contare su di lui. L’Australia ruota attorno a lui: oscura Eriksen e compagni»: il voto è 7.5 e a riceverlo da La Gazzetta dello Sport è Aaron Mooy, centrocampista di 32 anni in forza al Celtic, il più anziano della sua nazionale, con la quale ha collezionato 56 presenze.

Su La Repubblica non ha ricevuto meno complimenti: e Paolo Condò ha fornito questo ritratto: «gioca davanti a Souttar con la saggezza del 32enne che ne ha viste tante: regista davanti alla difesa nel glossario tecnico, angelo custode nel senso che i film berlinesi di Wenders hanno dato al ruolo. Dopo un’onesta carriera da riserva in Premier
(Huddlesfield, Brighton) si è concesso un colpo d’ala economico andando a Shanghai… nel 2020. Ha preso in pieno la prima ondata di Covid, in due anni è riuscito a giocare solo 23 partite, e a inizio 2022 si è rifiutato di tornare in Cina temendo che i nuovi lockdown lo imprigionassero lì, vietandogli quindi il playoff mondiale. Il suo vecchio ct Postecoglou, in panchina al Celtic, ha negoziato il passaggio al club scozzese, e così Mooy ha aggiunto al suo curriculum cinque presenze in Champions. Contro la Danimarca, che attaccava disordinata ma
attaccava, si sono viste tutte».

Aggiungiamo un po’ di numeri delle sue prime 3 gare Mondiali: 75% di passaggi riusciti; zona dove tocca più palloni è al centro, preferibilmente nella propria metà campo (22%). Su 12 lanci ne ha azzeccati 5; molto più efficace nei contrasti: su 8 ne ha vinti 5.

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